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10/12/14

... e la nostra Firenze?

Dovevo farla, ma una metatarsalgia mi ha tenuto fermo per più di un mese. In gita ci sono andato lo stesso, il pettorale e l'albergo erano pagati, pensavo di partire, senza ambizioni, per fare qualche Km, e poi vedere che succede. Il giorno prima però camminando tutto il giorno sento che il piede ancora non è del tutto a posto... A malincuo
re decido di non partire, oggi faccio da spettatore...
Passano alcune ore, circa 3, sono al 35 Km è sto aspettando gli altri per incitarli.
La mia convinzione cresce sempre di più vedendo passare i concorrenti e soprattutto i miei amici...
OGGI HO FATTO BENE A STARE DALL' ALTRA PARTE DELLE TRANSENNE!
Non ero allenato e in una gara del genere non si può azzardare!

Super tutti quelli che in qualsiasi modo l'hanno finita! Per loro è stata un'esperienza incredibile, una di quelle esperienze che ti caricano, che ti fanno sentire più forte! e per me in realtà lo sono davvero!

Sotto il racconto di Maffio.
E' stato sicuramente il più costante ad allenarsi, lui che solo un anno fa ha fatto la sua prima gara podistica. Un gran risultato per lui!!



"Quando si vuole raccontare un’esperienza per condividerla, ci sono vari modi di farlo. Talvolta si può insistere sui dettagli, sui particolari, oppure si possono raccontare le emozioni provate, o, ancora, descrivere in modo un po’ distaccato quello che si è vissuto.

Raccontare la maratona di Firenze mi mette in difficoltà.
A distanza di alcuni giorni non ho ancora metabolizzato le emozioni e la fatica. Non credevo che il lato emotivo e quello fisico fossero così inscindibilmente legati.
Forse è proprio questa l’unicità della maratona: riuscire a portare il proprio corpo ad una condizione talmente estrema da permettere di sfogare il proprio lato emotivo. La maratona diventa così il modo per ritrovare se stessi, a riconciliarsi con il proprio corpo, offeso dalla fatica, e con il proprio subconscio, relegato troppo spesso ai margini della vita quotidiana.

Affronto questo racconto cercando di unire aspetti più “sportivi” con altri più personali, sapendo che non sarà affatto facile raccontare tutto.
Siamo in 4 a partecipare. C’è Andrea Nordio che ha già affrontato il mezzo Iron Man ad alti livelli e sa cosa vuol dire soffrire; c’è Marchio, che è una bestia fisicamente e mentalmente e che è capace di non allenarsi, di non fare diete particolare e nonostante ciò di correre a livelli incredibili; c’è Giaco che ha sofferto tanto in questo periodo, con problemi al ginocchio, ma che ha resistito, non si è mai arreso ed è pronto a partire; poi ci sono io, che corro da poco più di un anno e che ancora mi chiedo cosa ci faccio lì, in mezzo a migliaia di podisti, di atleti, di presunti tali, di giovani, adulti, bimbi, ragazzi, di infinita umanità.

Entro nell'ultima  gabbia (che  poi sarebbe  la mia) alle 8.45. Mancano 30 minuti  alla partenza.  C'è ancora un po’ di spazio e cerco di avanzare. Sono molto lontano dalla partenza. Mi guardo indietro e cerco gli altri.  Impresa impossibile!  Così cerco di rilassarmi di sciogliere gambe, collo, braccia. Le persone attorno sono migliaia . C'è chi è più concentrato e chi più sorridente. C'è anche  chi fuma....
Lancio via la lunga vecchia maglietta che mi sono portato per scaldarmi. Sono pronto.

L'attesa è  un p’ lunga . Poi finalmente  parte il conto alla rovescia e, lentamente,  si parte. Sono convinto  di avere gli altri dietro di me. Ma non ci penso più perché  so che farò una gara in solitario.  Per i primi 3 km almeno,  non si riesce a correre . La gente è troppa e le strade, seppure larghe, sono totalmente  occupate. Mi defilo  sulla sinistra facendo la pista ciclabile con altri. Il km 1 lo faccio lentissimo …  in 6 minuti ! Così incomincio  a correre stando sempre sotto i 5',  a 4'50",  per almeno 5 km. Mi scaldo ,  sto bene e proseguo costante  .
Verso il km 8 si va alle Cascine dove ci sono lunghi vialoni alberati . I tifosi non sono tantissimi in quel punto,    l'andatura  è  buona…troppo  buona…. troppo veloce per me .
Penso di riuscire  a correre intorno ai 5' al km perché  sto bene, ma significa , comunque essere sotto di 15 secondo rispetto al mio passo. Questa è una follia.
Al km 10 prendo i primi sali e un po' d'acqua. Incrociamo i top runner che spingono fortissimo. Sono tutti concentratissimi e belli da vedere.
Dopo che sono passati, distolgo  lo sguardo e ritorno sulla mia corsa . Cerco di rimanere attento passo dopo passo ,  rilassandomi  e respirando  bene. Non sono mai in affanno col fiato e questo è  molto positivo . Passano così altri 3 km che ci riportano verso il centro città.  Il percorso non è una tavola , ma un po’ ondulato . Ci sono i cavalcavia che incominciano a farsi sentire, ma non troppo. Mi accorgo, però, che il percorso è  impegnativo.  Al km 15 mi reintegro ancora e mangio il primo gel. Stranamente sento un po' di fame.  Proseguiamo verso il centro e tra il km 16 e il 17 vedo Giaco ! Sono felice di vederlo. Mi affianco .
“Eccomi qui !”;  “Siamo un po ' troppo veloci”; “Si!” mi dice lui. “Ho seguito il pacer delle 3h 45 ' ma tirava troppo”.
Infatti a destra sul marciapiede ,  il pacer, con i suoi palloncini, è  fermo probabilmente  stirato... gli dico che dobbiamo gestire meglio e rallentare  un po’  . In quel momento  abbiamo tanta gente intorno , faccio 1 km mi giro e non vedo più Giaco.  Al km 19 siamo in centro. Ci sono tanti tifosi transenne ma anche ciottolato, pavè , e lastroni sconnessi su cui è difficile  correre. Guardo il pubblico e vedo Cate, Micky  e giulia . Non vedo Beppe, Marino e Tommy.
Grandi!
L' incitamento  mi ricarica di energie.  Arrivo alla mezza in 1h 49'36’’.
Complessivamente ho fatto 15 km troppo veloci e 6 un po’ lenti. Al km 23 succede l'imponderabile.  ... incomincio a soffrire ,  sento le gambe un po’ doloranti .. è  il primo cedimento.
Ma come è  possibile ??!!!! Ne ho fatti 34 di km in allenamento ,  senza patire nulla  e ora sono in difficoltà  ??!! I motivi sono molti: sono andato più veloce ,  il percorso è  più impegnativo,  la tensione è  tanta e l'umidità  è  fastidiosa.  Il cosiddetto muro non posso incontrarlo al km 23 !!! Devo fare ancora 19 km !! Il primo pensiero è  quello di prendere una strada laterale e tornare  in albergo . Il secondo  anche...
Chiunque direbbe che non ne ho  più , che non posso andare avanti... che brutto tornare a casa senza aver finito la gara….mi vengono in mente le parole di Albanesi : correre anche solo 5" al km più veloci è  un errore; provate a chiedere a un top runner di correre 5 secondi al di sotto del loro passo!.... si ma io ho corso 10 " sotto o forse più..... non posso farcela......
però…... essere venuto fino a Firenze per niente...  perché  non ho finito la gara ?perché ero stanco ?? Non esiste !
Mi impongo di arrivare fino al ristoro del km 25. Rallento  e proseguo così.  Al ristoro mangio bevo mi fermo un attimo. Poco. 30 /40 secondi e poi ricomincio.  Mi accorgo di aver recuperato energie. Al km 27 ho un'altra crisi, forse peggiore. .. decido di resettare i miei obiettivi e di suddividere il restante percorso in tappe da 5 km perché so che i ristori mi aiuteranno. Così stringo i denti e arrivo  al km 30. Rivedo gli altri che incitano. Mi disseto  e proseguo  nella parte forse più brutta del percorso :5 km intorno allo stadio e zone limitrofe... Al km 35 ho le gambe legnose ... dure ... Recupero ancora . Stringo, stringo i denti. Ritorniamo  in centro. Ancora ciottolato,  ma c'è tanto pubblico.  Penso che non vedranno un bello spettacolo . Io corro male, corro lento a 5’ 45’’ circa  e con difficoltà. .. poco prima del km 40 vedo Beppe: “dai maffio! é  finita !”
Si quasi . Ormai è finita . Ormai l'obiettivo è  rimanere sotto le 4 ore. Al km 40 mi fermo ancora e poi riprendo con un’andatura migliore.  Sono al km 41 !!! Si !! È  fatta !!!! Mancano 300 metri. Voglio sfogarmi e allungo, allungo per quel che posso fino all'arrivo ! É  finita ! Sono arrivato !! Sento un groppo in gola ,  un desiderio di sfogarmi non di urlare ,  un desiderio di ringraziarmi. Mi metto da parte e mi lascio andare . Scende qualche lacrima . E una sensazione strana, non di gioia, non di sofferenza, mi prende . Devo metabolizzare devo capire. Vedo altri che hanno la mia stessa  reazione.
Mi rendo conto che nulla viene per caso ma solo con costanza e concentrazione. Il mio corpo non ha energie infinite o nascoste. Ha quelle che conoscevo anche il giorno prima.
In 42 km tutto viene fuori. Non si può bluffare, perché paghi tutto con gli interessi. C'è qualcosa che però resta inspiegabile e sono le energie mentali e nervose che si sprigionano in questi km, la capacità di strapparti la corazza che  ognuno di noi si è costruito negli anni, di rimanere senza  difese ma nello stesso il permetterti di coprirti  con altre ben più accoglienti e sicure . Quelle che nascono dal tuo profondo dal tuo intimo.
Un po' come quando si era bambini."

28/11/14

... 42.195m fino a Firenze

Altro weekend "importante" per la crescita del nostro gruppo!
A gennaio sull'onda dell'entusiasmo dell'iscrizione al mezzo, avevamo deciso di provare anche questa "cazzata"! E così Io, Marino, Giaco, Maffio, Marchio e Nordio ci eravamo iscritti alla Maratona di Firenze...

Purtroppo dopo 10 mesi di allenamento senza sosta io e Marino abbiamo un pò pagato con qualche piccolo acciacco che ci ha costretto a non poterci allenare quest'ultimo mese... Nulla di male, per noi due sarà una buona occasione per una gita enogastronomica, in attesa di poter festeggiare all'arrivo con gli altri!

E intanto ecco le sensazioni alla vigilia di Giaco:

“Vorrei dire: la maratona è un'arte marziale. Chi la corre compie una scelta estetica, non una sportiva. Lo sport non c'entra niente. Vorrei dire: Resistere alla più alta velocità possibile per una strada così lunga è la cosa più bella che una mente umana possa produrre. La mente non è il cervello, la mente è il sistema del corpo che pensa. La mente è la rete in cui il mio avampiede, il mio cuore, il mio glicogeno, i miei desideri, la mia memoria, tutto me stesso dialoga con tutto me stesso e con ciò che dall'esterno modifica o può modificare me stesso”. (Mauro Covacich)

 Ci presentiamo a Firenze per la Maratona: 42 chilometri e 195 metri … son già stanco quasi solo a dirlo… di sicuro non compirò una scelta estetica, di sicuro SE arriverò al traguardo sarò distrutto e brutto da vedere (più del solito).

 Il tutto parte da 8 anni fa, quando ho iniziato: All’inizio non si poteva definire corsa….era qualcosa di sporadico, fatto quasi controvoglia, fatto quasi per dovere… quello che tutti prima o poi proviamo: vuoi per metterci a dieta, vuoi per fare compagnia a qualcuno, vuoi per prendere un autobus al volo, per arrivare in orario ad un appuntamento o fare uno scippo a piedi…

In breve tempo però, queste piccole parentesi sportive hanno iniziato a diventare più frequenti, la corsa lasciava sempre una sensazione positiva, mi rimaneva sempre una bella fatica addosso, il fiato mancante, i muscoli doloranti erano compensati da sensazioni di piacere, rilasciati dalle famose endorfine (che non ho mai capito cosa sono, ma stanno bene su tutto, come il nero).

 Allora da lì piano piano, mi son detto…”Perché non ci provi?”…intendo…a correre in maniera seria, magari non con le scarpe slacciate, senza il walkman anni ’80, senza la felpa da 3 kg, e non dopo aver mangiato un’impepata di cozze condita con uno stinco con le patate e innaffiata con 4-5 birre da mezzolitro?

Dunque, come Bruno Sacchi ne “I ragazzi della terza C”, eccomi avvicinarmi al primo negozio sportivo (non di solo calcio); eccomi provare timidamente un paio di pantaloncini: “impossibile correre con questi! Troppo aderenti!”; eccomi indossare una canotta da corsa: “impossibile da mettere, ho freddo, mi vergogno”; eccomi comprare un orologio con gps, io che non ho mai portato un orologio…

Il resto è storia recente o quasi… l’iscrizione alle prime garette amatoriali qui in città, la partecipazione a qualche mezza maratona, le prime tabelle di allenamento redatte da il guru della corsa, la scelta accurata degli abiti da indossare, degli integratori da prendere, dei ritmi da tenere… il tutto fatto sempre senza quella meticolosità degna di un atleta che porta tale nome, ma sempre per il piacere della compagnia degli amici, dello star insieme a qualche persona che condivide con te la passione per lo sport.

E allo stesso modo mi sono avvicinato a questa Maratona... senza pensare al glicogeno disponibile, senza pensare al consumo dei grassi nell'unità di tempo, senza pensare alla potenza lipidica e a dover strappare un tempo per la classifica… mi sono allenato certo per cercare di non mollare alla prima difficoltà, ma questa gare fa emergere tutte le piccole “magagne” che il corpo umano si porta dietro. Come dice il mio amico Luca (preparatore atletico) “siamo come delle automobili; i km da percorrere sono quelli e quindi e normale che prima o poi tu debba rifare i freni o il cambio…”!

E così, tirando le somme, non posso dire di essere in condizione: ho un ginocchio che preferirebbe di gran lunga le ripetute sul divano, un polpaccio che si contrae al solo sentir parlare di corsa, ma so anche che un’occasione così non so quando mi ricapita…e poi ci sono compagni di corsa da incitare e una squadra di tifosi pronti a sostenermi…quindi si corre!

Al via oltre a me, salvo ritiri e aggiunte dell’ultima ora, dovrebbero esserci:

Maffio: è in striscia vincente da 12 mesi…non fa che perdere chili e secondi sul cronometro. Ormai è l’atleta più completo dei 4 e30, quantomeno sotto l’aspetto dei gadget e del vestiario. E’ sicuramente il più allenato e arriva a Firenze per dimostrarlo.

Marchio: è il meno allenato ma è anche quello a cui l’allenamento serve meno. Probabilmente sbeffeggerà gli avversari concedendosi anche 3-4 litri di birra al sabato prima della gara. Gli atleti kenioti lo snobbano, ma non si esclude una sua comparsata nelle prime file come lepre.

Nordio: l’ultimo avvistamento è stato fuori da un noto locale triestino con 3 bicchieri in mano alle 4 di mattina, dove festeggiava degnamente. Ha fatto molta pretattica prima della gara, dichiarandosi poco allenato…in realtà non ci stupiremmo di vederlo con l’alloro al collo e un boccale in mano a fine gara.

“Se desideri vincere qualcosa puoi correre i 100 metri. Se vuoi goderti una vera esperienza corri una maratona” (Emil Zatopek).

Giaco.

18/11/14

Su e zo dal Carso a Lubiana

ovvero tre post al posto di un post.
scritto corretto e interpretato da Maffio .

Ottobre è il mese dell’Octoberfest, della Barcolana,  ma è anche mese di gare.

Maratonina del Carso
Domenica ci ritroviamo alla Maratonina del Carso, unica mezza nel calendario del Trofeo Provincia di Trieste.
Se per molti l’obiettivo di
quest’anno è la maratona di Firenze, ecco che questa mezza maratona non arriva proprio nel momento giusto, visto che abbiamo bisogno di allungare maggiormente la distanza in questo periodo. Qualcuno più volenteroso ci aggiunge 8 km prima per fare un lungo in vista di Firenze. Così Marino e Beppe si presentano al via già belli carichi e sudati, mentre Luca ed io decidiamo di farci la gara senza “allungarla”…  così come si fa con un vero calice di vino.
Partiamo tutti assieme senza forzare eccessivamente, anche perché il percorso è tosto, con tanti sali scendi che alla lunga si fanno sentire nelle gambe.
Qualcuno in partenza forza un po’ troppo e vola una scarpa, senza creare contusi.
Fino al km 5 siamo tutti assieme. Si chiacchera, si scherza, l’umore è buono.
Io avrei anche più velleità agonistiche e mentre corriamo mi sbilancio nel dichiarare un nuovo PB. Provo qualche leggerissimo allungo per vedere se le gambe rispondono e tutto sembra andare bene.
Dal km 5 , quando cioè sembra che la strada spiani un po’ e  rimanga pianeggiante, ecco che Luca mi rincuora….: “ecco Maffio, da ora in poi arriva il pezzo più duro….”;
bene…grazie Luca!.... effettivamente dopo la curva a sinistra inizia il km 6 e dal cavalcavia che porta a Gabrovizza in poi, si alternano  una serie di sali e scendi che incominciano a farmi male. Mentre Marino allunga, io rimango forse ancora per 1 km con Beppe e Luca, che affrontano la gara come un allenamento parlando di ricette di cucina. Per me però non è proprio giornata. Incomincio a staccarmi. Penso di arrivare fino al giro di boa e di recuperare visto che, teoricamente, facendo il percorso all’incontrario, ci dovrebbe essere più discesa. Non è così. I sali e scendi continuano e non ho gambe.
Al km 13 decido di fare un escursione “fuori strada” a causa di qualche  problemino…
Temo che qualcuno mi segua e così mi infratto.
Ricomincio ma non sto per niente bene… tralasciamo;
essendo un pivello, mi accorgo per la prima volta cosa vuol dire avere de
i “problemi” durante una gara; il ritmo è pessimo e discontinuo…faccio un'altra “escursione nei boschi del carso”….
Ricomincio ma il tempo perso mi fa venir voglia di mollare tutto. Poi però, prendo atto della situazione e mi convinco a continuare, pur non avendo la capacità di lottare per recuperare. Preferisco arrivare alla fine e vedere la giornata come si si fosse trattato di un allenamento.  Un allenamento.. faticoso.. non piacevole, ma un allenamento per mettere chilometri nelle gambe.

Il tempo all’arrivo è pessimo rispetto alle previsioni e mi sento veramente giù di morale. Sono 3 gare che non riesco proprio a correre come vorrei. Capisco forse, che sono un po’ troppo carico di allenamenti e quando arriva la gara non sono reattivo e pronto. Overtraining? Penso di si; obiettivo è riposare e recuperare energie.

Bravi tutti gli altri, con Marino che si dimostra il solito indemoniato. Beppe e Luca gestiscono la gara portandosi a casa un lungo ben fatto. Io, per sta volta, mi porto a casa solo una brutta giornata e tanti mal di pancia.

I tempi:

Marino 1h39’28’’ in scioltezza; giaguaro leggiadro delle alte colline avellinesi; voto 9

Luca 1h 39’40’’ in leggerezza; gazzella tibetana; voto 7

Beppe 1 h 42’08” in surplace; il trebbiatore di opicina; voto 7

Maffio 1h 43’ 55’’ in difficoltà; l’escursionista del Carso; voto 4,5



Su e zo pei Clanz
E dopo la Maratonina del Carso, ecco un’altra gara, relativamente breve, vallonata, molto ravvicinata. Tutto quello che non volevo per recuperare energie e  preparami in vista della Maratona …
Ma voglio finire tutte le gare del Trofeo e così mi presento alla partenza incontrando il solo Marchio. Gli altri quattroetrenta sono in preparazione maratona e forse fanno bene a non fare questa gara scorbutica e ad alto rischio infortuni. Le caviglie sono avvisate.
La giornata però è spettacolare e le sensazioni sono buone. Mi sembra di essere un’altra persona rispetto alle precedenti gare. Posso dire di star bene. E’ il giro di boa della mia “carriera” podistica (scusate la bestemmia): 1 anno esatto dalla prima gara.
Così, per la prima volta, faccio una gara  già affrontata, con l’intenzione di volermi migliorare il più possibile.
Certo, il mio precedente di 46’54’’ sui 9.2 km è ampiamente alla portata e non è indicativo, ma il percorso è insidioso e non è da sottovalutare.
Partenza dallo stabilimento della Wartsila, km 1 su asfalto pianeggiante, km 2 sempre su asfalto ma con un po’ di dislivello. Il km 3 inizia con una strettoia e lo sterrato; si affrontano rampette , discese e terreno sconnesso. Alla fine del km 4 inizia un discesone veloce ma impervio e ancora sterrato. Giunti all’inizio del km 5 si svolta destra e iniziano 400 metri circa di salita impegnativa su asfalto; poi ancora sterrato e gli ultimi 2 km pianeggianti su asfalto.
Con Marchio e Marco Carboni, facciamo un po’ di riscaldamento, come al solito troppo breve. Ma abbiamo troppo di cui parlare.. anche questo serve a partire con lo spirito giusto. In fin dei conti dobbiamo pianificare Lubiana, Firenze, e parlare di programmi, scarpe, maglie e altro ancora .
Marchio è sempre il solito… parte come un treno con i primi:  arriverà 40esimo, senza calze e con qualche vescica in più. Meno male che dice  di essersi  allenato poco….(!!!!!)
La mia gara, invece la posso raccontare. Primo  km a 4’20; gestisco in controllo e mi sento davvero bene; inizia lo sterrato e non soffro come nelle settimane precedenti; sento di poter tenere un buon ritmo e così continuo senza perdere posizioni.
I sali e scendi non fanno male e il ritmo e costante e buono.
La discesa la faccio spingendo forte e prendendomi qualche rischio, ma recupero tante posizioni. So che dovrò affrontare la parte più dura e cerco di respirare bene per non andare in affanno. Iniziano i 400 metri di salita e tengo bene il passo degli avversari, anzi ne supero qualcuno.
Ecco finalmente la carica che cercavo e che volevo da un po’ di tempo!
Decido allora di aumentare ancora un po’ il ritmo. All’ultimo km sono con un gruppetto abbastanza folto. Mi tengo un po’ di energie per fare la volata di 300 metri finale, come se si trattasse di una gara olimpica…. Ma mi voglio divertire, se non che senso ha fare le gare?

Recupero almeno 5 posizioni e soprattutto con la voglia di dare tutto! Il tempo finale è 41’17’’ a 4’29’’.
Sono stra felice perché ho gestito bene la gara e soprattutto mi sono divertito.
Era un po’ quello che mi era mancato in questo ultime gare. Sapere di aver limato 5’ e 37’’ rispetto a un anno fa su una distanza di 9.2km mi riempie di energie.  Sento di avere le batterie piene.

Vedere Marchio alla fine della gara (che ha finito in 37’40 in scioltezza) ..non ha prezzo!
Vedere il Presidente capitano e direttore Beppe che p


artecipa alla mia festa mi riempie di orgoglio (lo dico solo per ottenere qualche favore J J… tipo … che so … un garmin ad esempio….)!


Mezza di Lubiana
Alla mezza di Lubiana partecipiamo  Giaco ed io.  La mancanza di Beppe si fa sentire, ma riusciamo lo stesso a trovare Lubiana  e questa è già una buona cosa.
Alle 8.30 siamo in centro. C’è anche Marco Carboni che si cimenterà nella 42 k; purtroppo non riusciamo a trovarci né all’inizio, né alla fine. Effettivamente riuscire a trovarsi in quel fiume di gente, appare quasi impossibile!
Dobbiamo fare circa 2 km a piedi per ritirare i pettorali e in concomitanza parte la 10 km. E’ incredibile vedere quanta gente partecipa a questa gara. Ci sono circa  15.000 partecipanti (più o meno) e non si capisce quanti spettatori.
Iniziamo a camminare quando la gara parte, ci facciamo 2 km a piedi e quando arriviamo alla fiera ci sono ancora concorrenti che passano. Incredibile!
Noi siamo su di giri, ritorniamo indietro verso la macchina e incominciamo a prepararci. Fa freddo, la giornata è stupenda, ma il termometro segna 5 gradi. Dopo una decina di minuti scegliamo l’abbigliamento e ci avviciniamo allo start.
Vista la temperatura, siamo indecisi, ma alla fine decidiamo per il corto stagione estiva 2014.
Riscaldamento e via in griglia. Giaco è prudente e si piazza più dietro. Ci separiamo perché vado in una griglia più avanti.
Le sensazioni sono buone, mi sento bene e voglio fare una bella gara. Quando parte la gara si fatica a raggiungere la linea di partenza e i primi 2 km sono un po’ difficili. La gente è tanta e, anche se le strade sono larghe, faccio un po’ di fatica a trovare un ritmo decente che per me dovrebbe essere di 4’30’’. Questo solo in onore de "iQuattroeTrenta"…
In realtà se voglio batter il mio PB devo impostare la gara su quel ritmo. Mi attacco a un paio di avversari che hanno la mia andatura e rimango con loro.
Dopo 3 km il ritmo è buono e rimane costante. Mi sento bene  e ho la sensazione di poter stare un po’ sotto i 4’30’’ per poi gestire o aumentare ancora. Non sarà così… vado via regolare e la gente che sta a bordo strada continua ad incitare.
Tutto ciò da’ una carica pazzesca. I primi km scorrono via così tranquilli, sembra quasi di avere appena iniziato. Arrivo al km 10 e mi reintegro un po’. Soffro il rallentamento e il cambio di ritmo ma recupero.
Il percorso è abbastanza pianeggiante tranne qualche passaggio sotto i cavalcavia in cui ci sono delle rampette che danno fastidio. Più avanti ci sarà anche qualche dislivello normale, ma che si fa sentire con la fatica.
Arrivo al km 13 che per me è un po’ un momento di riflessione e vedo il crono a 58’30’’. Per me è ottimo e sento che posso continuare sul ritmo. Subito dopo però iniziano 2 km un po’ difficili con due dislivelli un po’ impegnativi. Niente di che, ma dopo 1 ora di gara tutto si fa sentire.

Soffro ma stringo i denti per non perdere tutto. Arrivo al km 15 faccio rifornimento e continuo . dal km 16 in poi non riesco ad essere costante perché soffro le piccole pendenze… cerco di distrarmi e guardando ai bordi della strada si vede un po’ di tutto… bande, gruppi musicali, gente che fa griglia e ti offre di tutto.. beh non è il caso di accettare… però tutto questo contorno mette di buon umore.

Continuo così fino al km 19. Il traguardo è vicino e cerco di aumentare il passo. In realtà lo mantengo costante fino al km 20 quando soffro veramente tanto… ho ancora qualche energia per sprintare gli ultimi 100 metri ma ho raschiato tutto dal barile. Finisco in 1h 36’17’’. Per me new PB.
Questa volta non posso dire niente.. niente “peccato che…” niente di niente. Ho gestito  al meglio e ho dato tutto.

Questo è il mio racconto , che sarà inevitabilmente diverso da quello di giaco.

Lo vedo dopo il traguardo, quando recuperiamo dalla gara. Finisce in 1h 43’ con un polpaccio bloccato e con la gioia di essersi messo alla prova per la maratona di Firenze, nostro prossimo obbiettivo.

A questo punto i voti e le pagelle.

MAFFIO voto 8 ; COSTANTE, ha patito l’assenza di Beppe ma se l’è cavata.

GIACO voto 8; COSTANTE, ha patito l’assenza di Beppe ma se l’è cavata.

07/10/14

e Maffio al trofeo Generali

Di seguito il racconto di Maffio della sua gara al Trofeo Generali!

Sì avvicina la fine del TROFEO Provincia di Trieste e siamo più o meno tutti impegnati
a preparare distanze più lunghe, in vista delle prossime mezze maratone e della nuova
esperienza della maratona di Firenze.
Mi ritrovo con Marino alla partenza, in una giornata che sembra essere estiva. Marino programma la gara per fare un buon allenamento e infatti ci aggiunge altri km per far benzina.
Io ,invece , la prendo con impegno, per quelle che possono essere le mie possibilità in questo
momento . Difficile infatti , allenarsi per gare e percorsi totalmente diversi.
Si parte con uno start improvvisato e imprevisto. Siamo molto indietro e la strada e strettissima . I primi metri sono con Marino che mi scorta, ma ha un passo decisamente migliore. Vado a sensazione.
Inizia lo sterrato e siamo in troppi per poter correre . C'è chi allarga le braccia per non farsi
superare, chi ti supera e ti si pianta davanti ... insomma.. non riesco a trovare il mio passo
ma corro a scatti.
Dopo circa 2 km inizia lo strappo del sentiero della salvia che si dimostra veramente duro . Vado su regolare e iniziamo circa 2 km di percorso in mezzo al bosco.
Il terreno è sconnesso, il gruppo comincia ad allungarsi e pian piano ho la sensazione di
poter correre. Prendo qualche metro a mio fratello Marco con Marino che trotterella sempre li
davanti. Poco dopo il km 4 inizia circa 1 km di discesone. Più che allungare la gambe, mi faccio
una bella sgroppata spingendo per cercare di recuperare un po' di posizioni. Ricomincia lo
sterrato e al km 6.3 circa si ripresenta il sentiero della salvia. questa volta mi spacca le gambe e
faccio fatica a correre... camminare o correre è lo stesso... sono tutti piantati... mi passa Marco
Carboni con cui ho condiviso parte di gara. Non riesco a tenere il passo ma quando scollino
prova a dare tutto. C'è sempre Marino ad incitare e meriterebbe una medaglia per quello che
ha fatto oggi per me . Gli ultimi 1500 m sono veloci e cerco di dare tutto . Recupero solo una
posizione e chiudo 39'07 ".
Il tempo non mi soddisfa per niente, anche se in linea con i soliti avversari , anzi un pochino
meglio. Non avevo la gamba per fare meglio soprattutto dopo i carichi fatti durante questo
periodo. Speriamo non siano solo scuse.....
Un grazie di cuore a Marino e un mio personale impegno a fargli un regalo tipo.... un paio di
polpette...un salame piccante ... un panzerotto. . Vedremo !
Adesso avanti a lottare con la decisa e sicura convinzione che il bello deve ancora venire!

29/09/14

... e l'edizione zero del "iQuattroeTrentathlon"



Come sempre ringrazio Giaco per il post:

Come tutte le grandi idee, anche questa è nata davanti a delle birre da mezzo e un piatto salutare di salsicce e patate in tecia…dieta da atleti, insomma…

Eravamo a pochi giorni dal Mezzo Ironman di Zell am See, e ci siamo detti…e se il triathlon ce lo organizzassimo in casa? Constatato che nessuno di noi aveva una vasca abbastanza grande per consentire la virata, visto il numero di partecipanti ed eventuali problemi logistici, abbiamo optato per un duathlon…tanto per iniziare…e così è nata la prima edizione de “iQuattroeTrentathlon” !!!

Dopo l’entusiasmo iniziale, gli atleti hanno dato subito la disponibilità massima: “vengo solo se posso andare in bici”, “non riesco a correre perché ho una verruca”, “c’ho mia nonna con il morbillo”, “mi è scappato il gatto dietro la lavatrice”, “le mutande mi stringono troppo e non respiro”, “il ferro per stirare i capelli si è rotto a metà dell’acconciatura, e adesso ho una pettinatura orribile”…queste alcune delle scuse ricevute dalla Direzione.






Ok, c’è stata qualche titubanza iniziale ma una volta svelati i percorsi (da fare invidia al Giro d’Italia), l’elenco dei partecipanti (tra gli altri il campione europeo di rutti e quello italiano di crampi) e i ricchi premi (per il I classificato c’era in palio una cena premio con Ivan Bogdanov), gli Organizzatori hanno dovuto fronteggiare una fila che a confronto quella per l’Iphone 6 sembra quella per i biglietti dei concerti dei Jalisse.






Il percorso di bici prevedeva un circuito di 27 km da ripetere una volta sola…(per non annoiare i concorrenti), mentre quello di corsa prevedeva la classica Napoleonica con annessa via Crucis (e sosta alle 15 stazioni per i più devoti).






Una volta chiuse le iscrizioni con ben 12 partecipanti (11 uomini e 1 donna), si è proceduto all’abbinamento delle coppie in base al ranking combinato Fidal/Uci/Tasi/Imu





Ma ora veniamo al sodo, quello per cui state sottraendo tempo prezioso alla vostra visita giornaliera a youporn o facebook….le pagelle di Beppe e i risultati:





1° classificati: Daniele Testa (47'58") alias Daniele + Alessandro Maffioli (37'36") alias Maffio
Maffio ci prova in tutti i modi a non far vincere la sua squadra, ma Daniele (miglior tempo sulla bici), dopo essersi docciato, cambiato, messo le scarpe da corsa e aver scambiato anche qualche chiacchera con tifosi e passanti, lo raggiunge sul percorso della corsa per "incitarlo"... Più di qualche testimone dice di averlo visto caricarselo sulle spalle per affrontare le salite più dure...
RISPETTABILI





2° classificati: Marco Recidivi alias Reci (52'20") + Marino Monte alias Mario (34'27") (o Moooonte)
Reduci dalle fatiche di Zell i due ci provano in tutti i modi a prendersi la prima piazza... In bici, quando Daniele lo passa, Reci cerca di farsi agganciare... a piedi con una super prestazione Monte stacca il primo tempo a piedi, ma non basta... Ci provano anche con un ricorso al TAR... chiuso di domenica!
POLEMICI






3° classificati: Giuseppe Galati alias Beppe (49'15") + Alessandro Giacomelli (39'57") alias Giaco
Passano ore ad organizzare questo duathlon, cercando di sfruttare tutti i punti deboli degli avversari, per riuscire ad arrivare più in alto possibile in classifica... Alla fine scavano un dignitoso terzo posto... di più era impossibile!
STRATEGICI






4° classificati: Luca Terreni alias Luca (53'15") + Marco Carboni (38'02") alias Carboni
E la coppia più attesa! Al ritrovo all'obelisco numerosi pullman di FAN si presentano illusi di poter cantare a squarciagola con il loro beniamino... In realtà si ritrovano soltanto un Luca acciaccato ed un Carboni stonato... Ma devono ricredersi quando con una gran prova i due si ritrovano di un soffio ai piedi del podio
LUCA CARBONI





5° classificati: Emanuele Cesaratto alias Manu (52'52") + Silvio Rebula (38'41") alias Silvio
Non più allenati come ai tempi d'oro i due scavano dal barile dell'esperienza per tirar fuori un risultato degno della manifestazione! Manu, che ormai dopo i trascorsi professionistici muove la bici solo quando deve spolverare la cantina, riesce a contenere il distacco dagli allenatissimi avversari, Silvio, che conosce ogni singola pietra di quel sentiero tira fuori una super prestazione...
NAVIGATI





6° classificati: Susy Marfoglia alias Susy (50'32") + Walter Lugli (45'48") alias Walter
In mezzo a questa banda di soli uomini la nostra Susy dimostra di che pasta è fatta! A parte la prima posizione tra le donne spicca la terza posizione tra i ciclisti...
Un plauso va anche a Walter che sacrificatosi (di sua spontanea volontà) perchè troppo forte in bici, si butta in un mondo (la corsa) che non è la sua specialità ma ne tira fuori una prestazione super!
EROICI










19/06/14

... e i weekend alternativi!

Due weekend fuori dagli schemi per "iQuattroeTrenta".
Era già un po' che ne parlavamo e così decidiamo con Manu, Reci e Marino di andare a vedere LA TAPPA di questo giro d'Italia.
Partiamo il giorno prima in camper e ci posizioniamo ad Ovaro ai piedi dello Zoncolan.
Al nostro arrivo di gente ce n'è già molta ma riusciamo a posizionarci proprio all'inizio della salita. C'è il sole e sono le 17.30 per cui si parte per un bel giro in bici.
L'idea è di salvare la gamba per il giorno successivo ma ovviamente alla prima salita partono le sfide e alla fine ne vengono fuori 50Km tutti abbondantemente sopra la media "passeggiata". Al ritorno inoltre per tornare al camper tocca fare anche il primo Km dello Zoncolan, giusto per capire di cosa si tratta.
Notte insonne in camper tra la scomodità, il finestrino "volutamente" lasciato aperto e i festeggiamenti dei vicini.
La mattina ci raggiungo Paolo e Susy, ormai compagni fissi di allenamento in bici, nonché ottimi insegnanti vista la loro lunga esperienza.
Il programma prevede un piccolo riscaldamento, per poi affrontare la salita.
Anche qui ci lasciamo prendere la mano e ne escono 50Km prima di tornare a Ovaro.
Decido che per me può bastare in vista della gara di due giorni dopo. Gli altri invece tentano l'impresa: 1210 metri in 10,5Km per una media pari al 11,5% con punte oltre il 20%... Piano piano(neanche troppo!) tra la folla se la fanno! Complimenti a tutti, per loro una gran esperienza! Un po' (molta meno!) di fatica la faccio anche io salendo a piedi fino al 7 Km, ma soprattutto poi scendendo.
Complimenti a Marino che è riuscito in discesa a riscaldare talmente tanto il cerchio da far scoppiare la camera d'aria!
Complimenti a Susy che dopo essersi fatta il tutto in MTB (compresi i 50Km prima), decide di surriscaldare i freni in discesa e, dopo un passaggio tra le frasche a bordo strada, di scendere i restanti 9Km a piedi...








Due giorni dopo è il turno della Napoleonica, gara del trofeo, gara su uno dei nostri percorsi abituali di allenamento!
Al via ci siamo io Marchio e Maffio. Sullo start, visto che il giorno prima non era Sabato e quindi aveva bevuto con moderazione, Marchio mi confida di voler tentare il tutto per tutto i primi Km per vedere quanto riesce a stare dietro ai primi... io ho appena fatto 1h30' di bici come "affaticamento", Maffio è in recupero da una storta rimediata sui campetti di calcio... ci guardiamo e lo lasciamo andare da subito!
Il mio obiettivo è di cercare di tenere un buon ritmo senza esagerare, sto preparando una gara di 6 ore, devo cambiare un po' i ritmi...
Al traguardo dopo quasi 8Km vallonatissimi Marchio ci arriva in 31'19" (28° assoluto) migliorando di quasi 2 minuti il tempo dell'anno precedente.
Dopo 34'48" arrivo io che nonostante tutto ci metto 10" meno del mio miglior tempo sul percorso.
Buona la prestazione di Maffio (37'25") che riesce a vincere la solita sfida in famiglia... ah, il fratello non c'era...



Una settimana per riprenderci e siamo di nuovo in pista.
Questa volta in mare: Mattia, un compagno di squadra della Pool Sport, ha organizzato la "Barcolonga" una nuotata non competitiva di quasi 3Km in mare dal porticciolo di Barcola fino alla prima piattaforma del bivio.
I miei compagni di avventura per oggi sono Nordio e Marchio.
Nonostante l'organizzazione informale via Facebook al via ci troviamo più di trenta, praticamente tutti triatleti, tutti particolarmente esperti  (esclusi io e Marchio!).
Il mare che ha 20 gradi per me è un ghiaccio, la muta è d'obbligo!
Nordio è un ottimo nuotatore e giustamente si va a piazzare nelle prime posizioni, Marchio invece, che indossa una muta da 19€ di decathlon da sub prestatagli da Giaco per l'occasione, decide di restare un po' più indietro con me, visto che anche lui questa distanza non l'ha mai fatta!
Alla via tutto quello che penso è di non farmi trascinare da una partenza folle ma di andare al mio ritmo, conscio di essere circondato da persone che questa distanza la fanno regolarmente in allenamento... Dopo circa 500 metri alzando la testa per controllare la direzione mi accorgo di avere poco davanti a me un terzetto. Allungo solo un po' per raggiungerli e mi piazzo in scia. La tattica paga perché poi da li sfrutto il passaggio, e tutto sommato procedo senza faticare troppo.  All'arrivo Nordio è 5° assoluto e chiude in 44'25".
In 54'25" arrivo io, e pensare che un anno e mezzo prima proprio davanti al bivio facevo fatica ad arrivare dalla prima alla seconda piattaforma!
Ottima anche la prestazione di Marchio che chiude sotto l'ora in 59'35"!

Complimenti inoltre a Nordio che Domenica scorsa ha ben figurato all' olimpico di Bardolino, restiamo in attesa del tuo racconto!

Adesso qualche settimana di pausa dalle gare, è il momento di aumentare un po le distanze e rallentare i ritmi che mancano poco più di 2 mesi!    

 

 

22/05/14

... doppio e triplo!

In un periodo così pieno di gare è sempre difficile stare dietro al blog...
Nel frattempo infatti, nonostante i numerosi infortuni, siamo riusciti a gareggiare e ad allenarci abbastanza...
Ma andiamo per ordine:
Domenica 11 è il turno del Trofeo Principe.
La gara la conosciamo, 8,2 Km di cui la prima metà in salita ed il ritorno in discesa.
Decidiamo di sfruttare questa gara per testare la gamba con un bel doppio.
Il ritrovo quindi è la mattina presto, alle 7.30 siamo già sul posto.
Giusto il tempo di togliere la bici dalla macchina ed io, Luca e il Nordio partiamo per un giro in compagnia di alcuni compagni di squadra della Pool Sport.
40 Km abbastanza piatti ad un ritmo per loro "facile", per noi un po' meno...
1h20' e siamo di nuovo in zona partenza.
Ad attenderci Maffio, caricatissimo per la solita sfida in famiglia e Marchio, che per non essere da meno è venuto da casa in MTB.
Le ambizioni per oggi sono leggermente diverse e lo dimostra il fatto che non badiamo assolutamente a prendere una buona posizione in griglia.
Oggi basta correre bene!
Al via Nordio parte subito avanti al suo ritmo. Da dietro lo seguono Luca e Marchio.
Io, come promesso parto con Maffio per dargli il ritmo per cercare di chiudere la gara sotto i 35'.
Come detto prima metà in salita, dove riesco a tenere Luca nel mirino, seconda metà in discesa, dove causa la contrattura al polpaccio che non mi permette di allenarmi bene da 2 settimane decido di non spingere per non forzare.
All'arrivo tutto sommato i tempi sono buoni:
Nordio   42° chiude in 31'43"
Marchio 53° chiude in 32'21"
Luca      61° chiude in 32'46"
Beppe  102° chiude in 34'29"
Maffio  175° chiude in 36'39" e perde per 30" la sfida in famiglia...
Alla fine su whatsapp le scuse sono: 3 gg di tachipirina, pubalgia da partite di calcetto, figlio con la febbre, figlia con lo scagotto...
Adesso la rivincita è sulla Napoleonica... vai Maffio, quello è il TUO percorso!








Sabato 17 è invece il turno della triplice disciplina e la gara di Oderzo (consigliataci vivamente da Nordio che l'aveva fatta lo scorso anno) è l'occasione giusta per cominciare la stagione dei Triathlon.
Esordio stagionale quindi per me e Marino che, anche se infortunati, decidiamo che è il caso di aggiungere un po' di adrenalina agli allenamenti, esordio assoluto per Luca.
La gara è alle 14, abbiamo un'ora e mezza di strada, per cui il ritrovo è alle 10.30.
Preparata la macchina con i bagagli (è pazzesco quanta roba si debba portare per uno sprint!) e le bici, partiamo.
Il tempo è brutto, pioviggina e ci sono 13°.
Al nostro arrivo a Oderzo però ci attende un bellissimo sole e 26°.
Marino si accorge appena arrivati di aver dimenticato la muta, ma soprattutto il casco... Per la prima ci si può passare sopra (anche se con l'acqua a 18° non è così facile) per il secondo no. Per fortuna l'organizzazione ci aiuta e ne tira fuori uno...
 Ritiriamo subito il pacco, prepariamo le bici e ci avviamo a preparare la zona cambio... Noi siamo un pò arrugginiti visto che da settembre è passato un po' di tempo , e Luca essendo la prima volta ha mille dubbi...
Elastici, scarpe da bici, asciugamano, scarpe da corsa, casco, occhiali, cintura con il numero... Sembra ci sia tutto!
Torniamo alla macchina per lasciare le ultime cose e prendere la muta.
Si nuota in piscina, ma è all'aperto e non riscaldata... Al briefing dicono che è facoltativa, ma quelli che non la mettono, alla fine sono veramente pochi (tra cui Marino!).
Siamo in quarta batteria (siamo tutti N.C.!!!) per cui abbiamo un'oretta di tempo prima di partire per poterci abbronzare a strisce in maniera perfetta!
Al momento di posizionarci in corsia ci accorgiamo di essere in 3 corsie separate. Nulla di grave, abbiamo tre ritmi completamente diversi per cui non ci saremmo comunque potuti aiutare.
Al via ci accordiamo con i rispettivi compagni per le posizioni di partenza e alle 15 puntuali si parte. Marino è tra di noi il più forte, in corsia sua, a parte uno che li doppia tutti, è lui a fare il ritmo. Io nella mia corsia mi accordo per partire per secondo. Durante la gara supero il primo e vengo passato dal terzo, ma non riesco a stargli dietro per cui niente scia!
Luca invece dall'alto della sua lunga esperienza ci frega e si fa tutta la gara in scia.
Esco con un tempone per i miei standard (14'27" circa 4' meno rispetto allo scorso anno)e mi avvio alla zona cambio. Il cambio è velocissimo, e anche sfilarmi la muta risulta facilissimo. Sono talmente concentrato che mi accorgo di avere ancora gli svedesi quando ho già la bici in mano... Marino dovrebbe essere avanti, Luca dietro. Il percorso in bici è un bastone da fare 2 volte. Alla partenza la sensazione è ottima nonostante i pochissimi doppi fatti in allenamento e spingo subito molto bene (38Km/h di media) anche se non ho nessuno a cui attaccarmi. Al giro di boa incrocio Marino in un gruppetto di quattro persone che dai miei calcoli è circa 3 minuti avanti (in linea con i nostri ritmi in acqua). Al ritorno il vento contro mi fa capire perché andavo così forte... Comincia il secondo giro, ma di Luca neanche l'ombra... spingo ancora di più (34 di media il primo e 36 il secondo giro) per cercare di accorciare un pò la distanza su Marino. Al rientro in zona cambio vedo Luca 400 metri avanti???????? Negli allenamenti in piscina seppur sia migliorato tantissimo mi stava sempre dietro e oggi nonostante il mio tempone è uscito quasi un 1' prima!
In 30" sono già che corro! Le gambe sono un po' durette adesso, ma riesco a tenere "abbastanza" agevolmente i 4'20". Il percorso a piedi è panoramico, lungo l'argine del fiume, per cui riesco a rendermi conto che la distanza da Luca non è tantissima.  
Lui a piedi va più forte ma ce la metto lo stesso tutta!
Quando entriamo nel centro tra le numerose curve lo perdo di vista ma non mollo.
Il percorso seppur non facilissimo per i numerosi cambi di direzione e i sanpietrini e le due salitine del parco, è veramente bello! E cominciamo anche ad allenarci sui multilap...
All'arrivo il cronometro dice:
Marino  89°  1h05'40"
Luca    105° 1h07'23"
Beppe 115° 1h08'27"

I parziali:
Luca:  nuoto 13'42", T1 2'13", bici 29'42", T2 35", corsa 21'05"
Beppe: nuoto 14'27", T1 2'01", bici 30'10", T2 30", corsa 21'02"
Marino: si è dimenticato di far partire l'orologio...