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10/12/14

... e la nostra Firenze?

Dovevo farla, ma una metatarsalgia mi ha tenuto fermo per più di un mese. In gita ci sono andato lo stesso, il pettorale e l'albergo erano pagati, pensavo di partire, senza ambizioni, per fare qualche Km, e poi vedere che succede. Il giorno prima però camminando tutto il giorno sento che il piede ancora non è del tutto a posto... A malincuo
re decido di non partire, oggi faccio da spettatore...
Passano alcune ore, circa 3, sono al 35 Km è sto aspettando gli altri per incitarli.
La mia convinzione cresce sempre di più vedendo passare i concorrenti e soprattutto i miei amici...
OGGI HO FATTO BENE A STARE DALL' ALTRA PARTE DELLE TRANSENNE!
Non ero allenato e in una gara del genere non si può azzardare!

Super tutti quelli che in qualsiasi modo l'hanno finita! Per loro è stata un'esperienza incredibile, una di quelle esperienze che ti caricano, che ti fanno sentire più forte! e per me in realtà lo sono davvero!

Sotto il racconto di Maffio.
E' stato sicuramente il più costante ad allenarsi, lui che solo un anno fa ha fatto la sua prima gara podistica. Un gran risultato per lui!!



"Quando si vuole raccontare un’esperienza per condividerla, ci sono vari modi di farlo. Talvolta si può insistere sui dettagli, sui particolari, oppure si possono raccontare le emozioni provate, o, ancora, descrivere in modo un po’ distaccato quello che si è vissuto.

Raccontare la maratona di Firenze mi mette in difficoltà.
A distanza di alcuni giorni non ho ancora metabolizzato le emozioni e la fatica. Non credevo che il lato emotivo e quello fisico fossero così inscindibilmente legati.
Forse è proprio questa l’unicità della maratona: riuscire a portare il proprio corpo ad una condizione talmente estrema da permettere di sfogare il proprio lato emotivo. La maratona diventa così il modo per ritrovare se stessi, a riconciliarsi con il proprio corpo, offeso dalla fatica, e con il proprio subconscio, relegato troppo spesso ai margini della vita quotidiana.

Affronto questo racconto cercando di unire aspetti più “sportivi” con altri più personali, sapendo che non sarà affatto facile raccontare tutto.
Siamo in 4 a partecipare. C’è Andrea Nordio che ha già affrontato il mezzo Iron Man ad alti livelli e sa cosa vuol dire soffrire; c’è Marchio, che è una bestia fisicamente e mentalmente e che è capace di non allenarsi, di non fare diete particolare e nonostante ciò di correre a livelli incredibili; c’è Giaco che ha sofferto tanto in questo periodo, con problemi al ginocchio, ma che ha resistito, non si è mai arreso ed è pronto a partire; poi ci sono io, che corro da poco più di un anno e che ancora mi chiedo cosa ci faccio lì, in mezzo a migliaia di podisti, di atleti, di presunti tali, di giovani, adulti, bimbi, ragazzi, di infinita umanità.

Entro nell'ultima  gabbia (che  poi sarebbe  la mia) alle 8.45. Mancano 30 minuti  alla partenza.  C'è ancora un po’ di spazio e cerco di avanzare. Sono molto lontano dalla partenza. Mi guardo indietro e cerco gli altri.  Impresa impossibile!  Così cerco di rilassarmi di sciogliere gambe, collo, braccia. Le persone attorno sono migliaia . C'è chi è più concentrato e chi più sorridente. C'è anche  chi fuma....
Lancio via la lunga vecchia maglietta che mi sono portato per scaldarmi. Sono pronto.

L'attesa è  un p’ lunga . Poi finalmente  parte il conto alla rovescia e, lentamente,  si parte. Sono convinto  di avere gli altri dietro di me. Ma non ci penso più perché  so che farò una gara in solitario.  Per i primi 3 km almeno,  non si riesce a correre . La gente è troppa e le strade, seppure larghe, sono totalmente  occupate. Mi defilo  sulla sinistra facendo la pista ciclabile con altri. Il km 1 lo faccio lentissimo …  in 6 minuti ! Così incomincio  a correre stando sempre sotto i 5',  a 4'50",  per almeno 5 km. Mi scaldo ,  sto bene e proseguo costante  .
Verso il km 8 si va alle Cascine dove ci sono lunghi vialoni alberati . I tifosi non sono tantissimi in quel punto,    l'andatura  è  buona…troppo  buona…. troppo veloce per me .
Penso di riuscire  a correre intorno ai 5' al km perché  sto bene, ma significa , comunque essere sotto di 15 secondo rispetto al mio passo. Questa è una follia.
Al km 10 prendo i primi sali e un po' d'acqua. Incrociamo i top runner che spingono fortissimo. Sono tutti concentratissimi e belli da vedere.
Dopo che sono passati, distolgo  lo sguardo e ritorno sulla mia corsa . Cerco di rimanere attento passo dopo passo ,  rilassandomi  e respirando  bene. Non sono mai in affanno col fiato e questo è  molto positivo . Passano così altri 3 km che ci riportano verso il centro città.  Il percorso non è una tavola , ma un po’ ondulato . Ci sono i cavalcavia che incominciano a farsi sentire, ma non troppo. Mi accorgo, però, che il percorso è  impegnativo.  Al km 15 mi reintegro ancora e mangio il primo gel. Stranamente sento un po' di fame.  Proseguiamo verso il centro e tra il km 16 e il 17 vedo Giaco ! Sono felice di vederlo. Mi affianco .
“Eccomi qui !”;  “Siamo un po ' troppo veloci”; “Si!” mi dice lui. “Ho seguito il pacer delle 3h 45 ' ma tirava troppo”.
Infatti a destra sul marciapiede ,  il pacer, con i suoi palloncini, è  fermo probabilmente  stirato... gli dico che dobbiamo gestire meglio e rallentare  un po’  . In quel momento  abbiamo tanta gente intorno , faccio 1 km mi giro e non vedo più Giaco.  Al km 19 siamo in centro. Ci sono tanti tifosi transenne ma anche ciottolato, pavè , e lastroni sconnessi su cui è difficile  correre. Guardo il pubblico e vedo Cate, Micky  e giulia . Non vedo Beppe, Marino e Tommy.
Grandi!
L' incitamento  mi ricarica di energie.  Arrivo alla mezza in 1h 49'36’’.
Complessivamente ho fatto 15 km troppo veloci e 6 un po’ lenti. Al km 23 succede l'imponderabile.  ... incomincio a soffrire ,  sento le gambe un po’ doloranti .. è  il primo cedimento.
Ma come è  possibile ??!!!! Ne ho fatti 34 di km in allenamento ,  senza patire nulla  e ora sono in difficoltà  ??!! I motivi sono molti: sono andato più veloce ,  il percorso è  più impegnativo,  la tensione è  tanta e l'umidità  è  fastidiosa.  Il cosiddetto muro non posso incontrarlo al km 23 !!! Devo fare ancora 19 km !! Il primo pensiero è  quello di prendere una strada laterale e tornare  in albergo . Il secondo  anche...
Chiunque direbbe che non ne ho  più , che non posso andare avanti... che brutto tornare a casa senza aver finito la gara….mi vengono in mente le parole di Albanesi : correre anche solo 5" al km più veloci è  un errore; provate a chiedere a un top runner di correre 5 secondi al di sotto del loro passo!.... si ma io ho corso 10 " sotto o forse più..... non posso farcela......
però…... essere venuto fino a Firenze per niente...  perché  non ho finito la gara ?perché ero stanco ?? Non esiste !
Mi impongo di arrivare fino al ristoro del km 25. Rallento  e proseguo così.  Al ristoro mangio bevo mi fermo un attimo. Poco. 30 /40 secondi e poi ricomincio.  Mi accorgo di aver recuperato energie. Al km 27 ho un'altra crisi, forse peggiore. .. decido di resettare i miei obiettivi e di suddividere il restante percorso in tappe da 5 km perché so che i ristori mi aiuteranno. Così stringo i denti e arrivo  al km 30. Rivedo gli altri che incitano. Mi disseto  e proseguo  nella parte forse più brutta del percorso :5 km intorno allo stadio e zone limitrofe... Al km 35 ho le gambe legnose ... dure ... Recupero ancora . Stringo, stringo i denti. Ritorniamo  in centro. Ancora ciottolato,  ma c'è tanto pubblico.  Penso che non vedranno un bello spettacolo . Io corro male, corro lento a 5’ 45’’ circa  e con difficoltà. .. poco prima del km 40 vedo Beppe: “dai maffio! é  finita !”
Si quasi . Ormai è finita . Ormai l'obiettivo è  rimanere sotto le 4 ore. Al km 40 mi fermo ancora e poi riprendo con un’andatura migliore.  Sono al km 41 !!! Si !! È  fatta !!!! Mancano 300 metri. Voglio sfogarmi e allungo, allungo per quel che posso fino all'arrivo ! É  finita ! Sono arrivato !! Sento un groppo in gola ,  un desiderio di sfogarmi non di urlare ,  un desiderio di ringraziarmi. Mi metto da parte e mi lascio andare . Scende qualche lacrima . E una sensazione strana, non di gioia, non di sofferenza, mi prende . Devo metabolizzare devo capire. Vedo altri che hanno la mia stessa  reazione.
Mi rendo conto che nulla viene per caso ma solo con costanza e concentrazione. Il mio corpo non ha energie infinite o nascoste. Ha quelle che conoscevo anche il giorno prima.
In 42 km tutto viene fuori. Non si può bluffare, perché paghi tutto con gli interessi. C'è qualcosa che però resta inspiegabile e sono le energie mentali e nervose che si sprigionano in questi km, la capacità di strapparti la corazza che  ognuno di noi si è costruito negli anni, di rimanere senza  difese ma nello stesso il permetterti di coprirti  con altre ben più accoglienti e sicure . Quelle che nascono dal tuo profondo dal tuo intimo.
Un po' come quando si era bambini."

28/11/14

... 42.195m fino a Firenze

Altro weekend "importante" per la crescita del nostro gruppo!
A gennaio sull'onda dell'entusiasmo dell'iscrizione al mezzo, avevamo deciso di provare anche questa "cazzata"! E così Io, Marino, Giaco, Maffio, Marchio e Nordio ci eravamo iscritti alla Maratona di Firenze...

Purtroppo dopo 10 mesi di allenamento senza sosta io e Marino abbiamo un pò pagato con qualche piccolo acciacco che ci ha costretto a non poterci allenare quest'ultimo mese... Nulla di male, per noi due sarà una buona occasione per una gita enogastronomica, in attesa di poter festeggiare all'arrivo con gli altri!

E intanto ecco le sensazioni alla vigilia di Giaco:

“Vorrei dire: la maratona è un'arte marziale. Chi la corre compie una scelta estetica, non una sportiva. Lo sport non c'entra niente. Vorrei dire: Resistere alla più alta velocità possibile per una strada così lunga è la cosa più bella che una mente umana possa produrre. La mente non è il cervello, la mente è il sistema del corpo che pensa. La mente è la rete in cui il mio avampiede, il mio cuore, il mio glicogeno, i miei desideri, la mia memoria, tutto me stesso dialoga con tutto me stesso e con ciò che dall'esterno modifica o può modificare me stesso”. (Mauro Covacich)

 Ci presentiamo a Firenze per la Maratona: 42 chilometri e 195 metri … son già stanco quasi solo a dirlo… di sicuro non compirò una scelta estetica, di sicuro SE arriverò al traguardo sarò distrutto e brutto da vedere (più del solito).

 Il tutto parte da 8 anni fa, quando ho iniziato: All’inizio non si poteva definire corsa….era qualcosa di sporadico, fatto quasi controvoglia, fatto quasi per dovere… quello che tutti prima o poi proviamo: vuoi per metterci a dieta, vuoi per fare compagnia a qualcuno, vuoi per prendere un autobus al volo, per arrivare in orario ad un appuntamento o fare uno scippo a piedi…

In breve tempo però, queste piccole parentesi sportive hanno iniziato a diventare più frequenti, la corsa lasciava sempre una sensazione positiva, mi rimaneva sempre una bella fatica addosso, il fiato mancante, i muscoli doloranti erano compensati da sensazioni di piacere, rilasciati dalle famose endorfine (che non ho mai capito cosa sono, ma stanno bene su tutto, come il nero).

 Allora da lì piano piano, mi son detto…”Perché non ci provi?”…intendo…a correre in maniera seria, magari non con le scarpe slacciate, senza il walkman anni ’80, senza la felpa da 3 kg, e non dopo aver mangiato un’impepata di cozze condita con uno stinco con le patate e innaffiata con 4-5 birre da mezzolitro?

Dunque, come Bruno Sacchi ne “I ragazzi della terza C”, eccomi avvicinarmi al primo negozio sportivo (non di solo calcio); eccomi provare timidamente un paio di pantaloncini: “impossibile correre con questi! Troppo aderenti!”; eccomi indossare una canotta da corsa: “impossibile da mettere, ho freddo, mi vergogno”; eccomi comprare un orologio con gps, io che non ho mai portato un orologio…

Il resto è storia recente o quasi… l’iscrizione alle prime garette amatoriali qui in città, la partecipazione a qualche mezza maratona, le prime tabelle di allenamento redatte da il guru della corsa, la scelta accurata degli abiti da indossare, degli integratori da prendere, dei ritmi da tenere… il tutto fatto sempre senza quella meticolosità degna di un atleta che porta tale nome, ma sempre per il piacere della compagnia degli amici, dello star insieme a qualche persona che condivide con te la passione per lo sport.

E allo stesso modo mi sono avvicinato a questa Maratona... senza pensare al glicogeno disponibile, senza pensare al consumo dei grassi nell'unità di tempo, senza pensare alla potenza lipidica e a dover strappare un tempo per la classifica… mi sono allenato certo per cercare di non mollare alla prima difficoltà, ma questa gare fa emergere tutte le piccole “magagne” che il corpo umano si porta dietro. Come dice il mio amico Luca (preparatore atletico) “siamo come delle automobili; i km da percorrere sono quelli e quindi e normale che prima o poi tu debba rifare i freni o il cambio…”!

E così, tirando le somme, non posso dire di essere in condizione: ho un ginocchio che preferirebbe di gran lunga le ripetute sul divano, un polpaccio che si contrae al solo sentir parlare di corsa, ma so anche che un’occasione così non so quando mi ricapita…e poi ci sono compagni di corsa da incitare e una squadra di tifosi pronti a sostenermi…quindi si corre!

Al via oltre a me, salvo ritiri e aggiunte dell’ultima ora, dovrebbero esserci:

Maffio: è in striscia vincente da 12 mesi…non fa che perdere chili e secondi sul cronometro. Ormai è l’atleta più completo dei 4 e30, quantomeno sotto l’aspetto dei gadget e del vestiario. E’ sicuramente il più allenato e arriva a Firenze per dimostrarlo.

Marchio: è il meno allenato ma è anche quello a cui l’allenamento serve meno. Probabilmente sbeffeggerà gli avversari concedendosi anche 3-4 litri di birra al sabato prima della gara. Gli atleti kenioti lo snobbano, ma non si esclude una sua comparsata nelle prime file come lepre.

Nordio: l’ultimo avvistamento è stato fuori da un noto locale triestino con 3 bicchieri in mano alle 4 di mattina, dove festeggiava degnamente. Ha fatto molta pretattica prima della gara, dichiarandosi poco allenato…in realtà non ci stupiremmo di vederlo con l’alloro al collo e un boccale in mano a fine gara.

“Se desideri vincere qualcosa puoi correre i 100 metri. Se vuoi goderti una vera esperienza corri una maratona” (Emil Zatopek).

Giaco.

18/11/14

Su e zo dal Carso a Lubiana

ovvero tre post al posto di un post.
scritto corretto e interpretato da Maffio .

Ottobre è il mese dell’Octoberfest, della Barcolana,  ma è anche mese di gare.

Maratonina del Carso
Domenica ci ritroviamo alla Maratonina del Carso, unica mezza nel calendario del Trofeo Provincia di Trieste.
Se per molti l’obiettivo di
quest’anno è la maratona di Firenze, ecco che questa mezza maratona non arriva proprio nel momento giusto, visto che abbiamo bisogno di allungare maggiormente la distanza in questo periodo. Qualcuno più volenteroso ci aggiunge 8 km prima per fare un lungo in vista di Firenze. Così Marino e Beppe si presentano al via già belli carichi e sudati, mentre Luca ed io decidiamo di farci la gara senza “allungarla”…  così come si fa con un vero calice di vino.
Partiamo tutti assieme senza forzare eccessivamente, anche perché il percorso è tosto, con tanti sali scendi che alla lunga si fanno sentire nelle gambe.
Qualcuno in partenza forza un po’ troppo e vola una scarpa, senza creare contusi.
Fino al km 5 siamo tutti assieme. Si chiacchera, si scherza, l’umore è buono.
Io avrei anche più velleità agonistiche e mentre corriamo mi sbilancio nel dichiarare un nuovo PB. Provo qualche leggerissimo allungo per vedere se le gambe rispondono e tutto sembra andare bene.
Dal km 5 , quando cioè sembra che la strada spiani un po’ e  rimanga pianeggiante, ecco che Luca mi rincuora….: “ecco Maffio, da ora in poi arriva il pezzo più duro….”;
bene…grazie Luca!.... effettivamente dopo la curva a sinistra inizia il km 6 e dal cavalcavia che porta a Gabrovizza in poi, si alternano  una serie di sali e scendi che incominciano a farmi male. Mentre Marino allunga, io rimango forse ancora per 1 km con Beppe e Luca, che affrontano la gara come un allenamento parlando di ricette di cucina. Per me però non è proprio giornata. Incomincio a staccarmi. Penso di arrivare fino al giro di boa e di recuperare visto che, teoricamente, facendo il percorso all’incontrario, ci dovrebbe essere più discesa. Non è così. I sali e scendi continuano e non ho gambe.
Al km 13 decido di fare un escursione “fuori strada” a causa di qualche  problemino…
Temo che qualcuno mi segua e così mi infratto.
Ricomincio ma non sto per niente bene… tralasciamo;
essendo un pivello, mi accorgo per la prima volta cosa vuol dire avere de
i “problemi” durante una gara; il ritmo è pessimo e discontinuo…faccio un'altra “escursione nei boschi del carso”….
Ricomincio ma il tempo perso mi fa venir voglia di mollare tutto. Poi però, prendo atto della situazione e mi convinco a continuare, pur non avendo la capacità di lottare per recuperare. Preferisco arrivare alla fine e vedere la giornata come si si fosse trattato di un allenamento.  Un allenamento.. faticoso.. non piacevole, ma un allenamento per mettere chilometri nelle gambe.

Il tempo all’arrivo è pessimo rispetto alle previsioni e mi sento veramente giù di morale. Sono 3 gare che non riesco proprio a correre come vorrei. Capisco forse, che sono un po’ troppo carico di allenamenti e quando arriva la gara non sono reattivo e pronto. Overtraining? Penso di si; obiettivo è riposare e recuperare energie.

Bravi tutti gli altri, con Marino che si dimostra il solito indemoniato. Beppe e Luca gestiscono la gara portandosi a casa un lungo ben fatto. Io, per sta volta, mi porto a casa solo una brutta giornata e tanti mal di pancia.

I tempi:

Marino 1h39’28’’ in scioltezza; giaguaro leggiadro delle alte colline avellinesi; voto 9

Luca 1h 39’40’’ in leggerezza; gazzella tibetana; voto 7

Beppe 1 h 42’08” in surplace; il trebbiatore di opicina; voto 7

Maffio 1h 43’ 55’’ in difficoltà; l’escursionista del Carso; voto 4,5



Su e zo pei Clanz
E dopo la Maratonina del Carso, ecco un’altra gara, relativamente breve, vallonata, molto ravvicinata. Tutto quello che non volevo per recuperare energie e  preparami in vista della Maratona …
Ma voglio finire tutte le gare del Trofeo e così mi presento alla partenza incontrando il solo Marchio. Gli altri quattroetrenta sono in preparazione maratona e forse fanno bene a non fare questa gara scorbutica e ad alto rischio infortuni. Le caviglie sono avvisate.
La giornata però è spettacolare e le sensazioni sono buone. Mi sembra di essere un’altra persona rispetto alle precedenti gare. Posso dire di star bene. E’ il giro di boa della mia “carriera” podistica (scusate la bestemmia): 1 anno esatto dalla prima gara.
Così, per la prima volta, faccio una gara  già affrontata, con l’intenzione di volermi migliorare il più possibile.
Certo, il mio precedente di 46’54’’ sui 9.2 km è ampiamente alla portata e non è indicativo, ma il percorso è insidioso e non è da sottovalutare.
Partenza dallo stabilimento della Wartsila, km 1 su asfalto pianeggiante, km 2 sempre su asfalto ma con un po’ di dislivello. Il km 3 inizia con una strettoia e lo sterrato; si affrontano rampette , discese e terreno sconnesso. Alla fine del km 4 inizia un discesone veloce ma impervio e ancora sterrato. Giunti all’inizio del km 5 si svolta destra e iniziano 400 metri circa di salita impegnativa su asfalto; poi ancora sterrato e gli ultimi 2 km pianeggianti su asfalto.
Con Marchio e Marco Carboni, facciamo un po’ di riscaldamento, come al solito troppo breve. Ma abbiamo troppo di cui parlare.. anche questo serve a partire con lo spirito giusto. In fin dei conti dobbiamo pianificare Lubiana, Firenze, e parlare di programmi, scarpe, maglie e altro ancora .
Marchio è sempre il solito… parte come un treno con i primi:  arriverà 40esimo, senza calze e con qualche vescica in più. Meno male che dice  di essersi  allenato poco….(!!!!!)
La mia gara, invece la posso raccontare. Primo  km a 4’20; gestisco in controllo e mi sento davvero bene; inizia lo sterrato e non soffro come nelle settimane precedenti; sento di poter tenere un buon ritmo e così continuo senza perdere posizioni.
I sali e scendi non fanno male e il ritmo e costante e buono.
La discesa la faccio spingendo forte e prendendomi qualche rischio, ma recupero tante posizioni. So che dovrò affrontare la parte più dura e cerco di respirare bene per non andare in affanno. Iniziano i 400 metri di salita e tengo bene il passo degli avversari, anzi ne supero qualcuno.
Ecco finalmente la carica che cercavo e che volevo da un po’ di tempo!
Decido allora di aumentare ancora un po’ il ritmo. All’ultimo km sono con un gruppetto abbastanza folto. Mi tengo un po’ di energie per fare la volata di 300 metri finale, come se si trattasse di una gara olimpica…. Ma mi voglio divertire, se non che senso ha fare le gare?

Recupero almeno 5 posizioni e soprattutto con la voglia di dare tutto! Il tempo finale è 41’17’’ a 4’29’’.
Sono stra felice perché ho gestito bene la gara e soprattutto mi sono divertito.
Era un po’ quello che mi era mancato in questo ultime gare. Sapere di aver limato 5’ e 37’’ rispetto a un anno fa su una distanza di 9.2km mi riempie di energie.  Sento di avere le batterie piene.

Vedere Marchio alla fine della gara (che ha finito in 37’40 in scioltezza) ..non ha prezzo!
Vedere il Presidente capitano e direttore Beppe che p


artecipa alla mia festa mi riempie di orgoglio (lo dico solo per ottenere qualche favore J J… tipo … che so … un garmin ad esempio….)!


Mezza di Lubiana
Alla mezza di Lubiana partecipiamo  Giaco ed io.  La mancanza di Beppe si fa sentire, ma riusciamo lo stesso a trovare Lubiana  e questa è già una buona cosa.
Alle 8.30 siamo in centro. C’è anche Marco Carboni che si cimenterà nella 42 k; purtroppo non riusciamo a trovarci né all’inizio, né alla fine. Effettivamente riuscire a trovarsi in quel fiume di gente, appare quasi impossibile!
Dobbiamo fare circa 2 km a piedi per ritirare i pettorali e in concomitanza parte la 10 km. E’ incredibile vedere quanta gente partecipa a questa gara. Ci sono circa  15.000 partecipanti (più o meno) e non si capisce quanti spettatori.
Iniziamo a camminare quando la gara parte, ci facciamo 2 km a piedi e quando arriviamo alla fiera ci sono ancora concorrenti che passano. Incredibile!
Noi siamo su di giri, ritorniamo indietro verso la macchina e incominciamo a prepararci. Fa freddo, la giornata è stupenda, ma il termometro segna 5 gradi. Dopo una decina di minuti scegliamo l’abbigliamento e ci avviciniamo allo start.
Vista la temperatura, siamo indecisi, ma alla fine decidiamo per il corto stagione estiva 2014.
Riscaldamento e via in griglia. Giaco è prudente e si piazza più dietro. Ci separiamo perché vado in una griglia più avanti.
Le sensazioni sono buone, mi sento bene e voglio fare una bella gara. Quando parte la gara si fatica a raggiungere la linea di partenza e i primi 2 km sono un po’ difficili. La gente è tanta e, anche se le strade sono larghe, faccio un po’ di fatica a trovare un ritmo decente che per me dovrebbe essere di 4’30’’. Questo solo in onore de "iQuattroeTrenta"…
In realtà se voglio batter il mio PB devo impostare la gara su quel ritmo. Mi attacco a un paio di avversari che hanno la mia andatura e rimango con loro.
Dopo 3 km il ritmo è buono e rimane costante. Mi sento bene  e ho la sensazione di poter stare un po’ sotto i 4’30’’ per poi gestire o aumentare ancora. Non sarà così… vado via regolare e la gente che sta a bordo strada continua ad incitare.
Tutto ciò da’ una carica pazzesca. I primi km scorrono via così tranquilli, sembra quasi di avere appena iniziato. Arrivo al km 10 e mi reintegro un po’. Soffro il rallentamento e il cambio di ritmo ma recupero.
Il percorso è abbastanza pianeggiante tranne qualche passaggio sotto i cavalcavia in cui ci sono delle rampette che danno fastidio. Più avanti ci sarà anche qualche dislivello normale, ma che si fa sentire con la fatica.
Arrivo al km 13 che per me è un po’ un momento di riflessione e vedo il crono a 58’30’’. Per me è ottimo e sento che posso continuare sul ritmo. Subito dopo però iniziano 2 km un po’ difficili con due dislivelli un po’ impegnativi. Niente di che, ma dopo 1 ora di gara tutto si fa sentire.

Soffro ma stringo i denti per non perdere tutto. Arrivo al km 15 faccio rifornimento e continuo . dal km 16 in poi non riesco ad essere costante perché soffro le piccole pendenze… cerco di distrarmi e guardando ai bordi della strada si vede un po’ di tutto… bande, gruppi musicali, gente che fa griglia e ti offre di tutto.. beh non è il caso di accettare… però tutto questo contorno mette di buon umore.

Continuo così fino al km 19. Il traguardo è vicino e cerco di aumentare il passo. In realtà lo mantengo costante fino al km 20 quando soffro veramente tanto… ho ancora qualche energia per sprintare gli ultimi 100 metri ma ho raschiato tutto dal barile. Finisco in 1h 36’17’’. Per me new PB.
Questa volta non posso dire niente.. niente “peccato che…” niente di niente. Ho gestito  al meglio e ho dato tutto.

Questo è il mio racconto , che sarà inevitabilmente diverso da quello di giaco.

Lo vedo dopo il traguardo, quando recuperiamo dalla gara. Finisce in 1h 43’ con un polpaccio bloccato e con la gioia di essersi messo alla prova per la maratona di Firenze, nostro prossimo obbiettivo.

A questo punto i voti e le pagelle.

MAFFIO voto 8 ; COSTANTE, ha patito l’assenza di Beppe ma se l’è cavata.

GIACO voto 8; COSTANTE, ha patito l’assenza di Beppe ma se l’è cavata.

19/06/14

... e i weekend alternativi!

Due weekend fuori dagli schemi per "iQuattroeTrenta".
Era già un po' che ne parlavamo e così decidiamo con Manu, Reci e Marino di andare a vedere LA TAPPA di questo giro d'Italia.
Partiamo il giorno prima in camper e ci posizioniamo ad Ovaro ai piedi dello Zoncolan.
Al nostro arrivo di gente ce n'è già molta ma riusciamo a posizionarci proprio all'inizio della salita. C'è il sole e sono le 17.30 per cui si parte per un bel giro in bici.
L'idea è di salvare la gamba per il giorno successivo ma ovviamente alla prima salita partono le sfide e alla fine ne vengono fuori 50Km tutti abbondantemente sopra la media "passeggiata". Al ritorno inoltre per tornare al camper tocca fare anche il primo Km dello Zoncolan, giusto per capire di cosa si tratta.
Notte insonne in camper tra la scomodità, il finestrino "volutamente" lasciato aperto e i festeggiamenti dei vicini.
La mattina ci raggiungo Paolo e Susy, ormai compagni fissi di allenamento in bici, nonché ottimi insegnanti vista la loro lunga esperienza.
Il programma prevede un piccolo riscaldamento, per poi affrontare la salita.
Anche qui ci lasciamo prendere la mano e ne escono 50Km prima di tornare a Ovaro.
Decido che per me può bastare in vista della gara di due giorni dopo. Gli altri invece tentano l'impresa: 1210 metri in 10,5Km per una media pari al 11,5% con punte oltre il 20%... Piano piano(neanche troppo!) tra la folla se la fanno! Complimenti a tutti, per loro una gran esperienza! Un po' (molta meno!) di fatica la faccio anche io salendo a piedi fino al 7 Km, ma soprattutto poi scendendo.
Complimenti a Marino che è riuscito in discesa a riscaldare talmente tanto il cerchio da far scoppiare la camera d'aria!
Complimenti a Susy che dopo essersi fatta il tutto in MTB (compresi i 50Km prima), decide di surriscaldare i freni in discesa e, dopo un passaggio tra le frasche a bordo strada, di scendere i restanti 9Km a piedi...








Due giorni dopo è il turno della Napoleonica, gara del trofeo, gara su uno dei nostri percorsi abituali di allenamento!
Al via ci siamo io Marchio e Maffio. Sullo start, visto che il giorno prima non era Sabato e quindi aveva bevuto con moderazione, Marchio mi confida di voler tentare il tutto per tutto i primi Km per vedere quanto riesce a stare dietro ai primi... io ho appena fatto 1h30' di bici come "affaticamento", Maffio è in recupero da una storta rimediata sui campetti di calcio... ci guardiamo e lo lasciamo andare da subito!
Il mio obiettivo è di cercare di tenere un buon ritmo senza esagerare, sto preparando una gara di 6 ore, devo cambiare un po' i ritmi...
Al traguardo dopo quasi 8Km vallonatissimi Marchio ci arriva in 31'19" (28° assoluto) migliorando di quasi 2 minuti il tempo dell'anno precedente.
Dopo 34'48" arrivo io che nonostante tutto ci metto 10" meno del mio miglior tempo sul percorso.
Buona la prestazione di Maffio (37'25") che riesce a vincere la solita sfida in famiglia... ah, il fratello non c'era...



Una settimana per riprenderci e siamo di nuovo in pista.
Questa volta in mare: Mattia, un compagno di squadra della Pool Sport, ha organizzato la "Barcolonga" una nuotata non competitiva di quasi 3Km in mare dal porticciolo di Barcola fino alla prima piattaforma del bivio.
I miei compagni di avventura per oggi sono Nordio e Marchio.
Nonostante l'organizzazione informale via Facebook al via ci troviamo più di trenta, praticamente tutti triatleti, tutti particolarmente esperti  (esclusi io e Marchio!).
Il mare che ha 20 gradi per me è un ghiaccio, la muta è d'obbligo!
Nordio è un ottimo nuotatore e giustamente si va a piazzare nelle prime posizioni, Marchio invece, che indossa una muta da 19€ di decathlon da sub prestatagli da Giaco per l'occasione, decide di restare un po' più indietro con me, visto che anche lui questa distanza non l'ha mai fatta!
Alla via tutto quello che penso è di non farmi trascinare da una partenza folle ma di andare al mio ritmo, conscio di essere circondato da persone che questa distanza la fanno regolarmente in allenamento... Dopo circa 500 metri alzando la testa per controllare la direzione mi accorgo di avere poco davanti a me un terzetto. Allungo solo un po' per raggiungerli e mi piazzo in scia. La tattica paga perché poi da li sfrutto il passaggio, e tutto sommato procedo senza faticare troppo.  All'arrivo Nordio è 5° assoluto e chiude in 44'25".
In 54'25" arrivo io, e pensare che un anno e mezzo prima proprio davanti al bivio facevo fatica ad arrivare dalla prima alla seconda piattaforma!
Ottima anche la prestazione di Marchio che chiude sotto l'ora in 59'35"!

Complimenti inoltre a Nordio che Domenica scorsa ha ben figurato all' olimpico di Bardolino, restiamo in attesa del tuo racconto!

Adesso qualche settimana di pausa dalle gare, è il momento di aumentare un po le distanze e rallentare i ritmi che mancano poco più di 2 mesi!    

 

 

22/05/14

... doppio e triplo!

In un periodo così pieno di gare è sempre difficile stare dietro al blog...
Nel frattempo infatti, nonostante i numerosi infortuni, siamo riusciti a gareggiare e ad allenarci abbastanza...
Ma andiamo per ordine:
Domenica 11 è il turno del Trofeo Principe.
La gara la conosciamo, 8,2 Km di cui la prima metà in salita ed il ritorno in discesa.
Decidiamo di sfruttare questa gara per testare la gamba con un bel doppio.
Il ritrovo quindi è la mattina presto, alle 7.30 siamo già sul posto.
Giusto il tempo di togliere la bici dalla macchina ed io, Luca e il Nordio partiamo per un giro in compagnia di alcuni compagni di squadra della Pool Sport.
40 Km abbastanza piatti ad un ritmo per loro "facile", per noi un po' meno...
1h20' e siamo di nuovo in zona partenza.
Ad attenderci Maffio, caricatissimo per la solita sfida in famiglia e Marchio, che per non essere da meno è venuto da casa in MTB.
Le ambizioni per oggi sono leggermente diverse e lo dimostra il fatto che non badiamo assolutamente a prendere una buona posizione in griglia.
Oggi basta correre bene!
Al via Nordio parte subito avanti al suo ritmo. Da dietro lo seguono Luca e Marchio.
Io, come promesso parto con Maffio per dargli il ritmo per cercare di chiudere la gara sotto i 35'.
Come detto prima metà in salita, dove riesco a tenere Luca nel mirino, seconda metà in discesa, dove causa la contrattura al polpaccio che non mi permette di allenarmi bene da 2 settimane decido di non spingere per non forzare.
All'arrivo tutto sommato i tempi sono buoni:
Nordio   42° chiude in 31'43"
Marchio 53° chiude in 32'21"
Luca      61° chiude in 32'46"
Beppe  102° chiude in 34'29"
Maffio  175° chiude in 36'39" e perde per 30" la sfida in famiglia...
Alla fine su whatsapp le scuse sono: 3 gg di tachipirina, pubalgia da partite di calcetto, figlio con la febbre, figlia con lo scagotto...
Adesso la rivincita è sulla Napoleonica... vai Maffio, quello è il TUO percorso!








Sabato 17 è invece il turno della triplice disciplina e la gara di Oderzo (consigliataci vivamente da Nordio che l'aveva fatta lo scorso anno) è l'occasione giusta per cominciare la stagione dei Triathlon.
Esordio stagionale quindi per me e Marino che, anche se infortunati, decidiamo che è il caso di aggiungere un po' di adrenalina agli allenamenti, esordio assoluto per Luca.
La gara è alle 14, abbiamo un'ora e mezza di strada, per cui il ritrovo è alle 10.30.
Preparata la macchina con i bagagli (è pazzesco quanta roba si debba portare per uno sprint!) e le bici, partiamo.
Il tempo è brutto, pioviggina e ci sono 13°.
Al nostro arrivo a Oderzo però ci attende un bellissimo sole e 26°.
Marino si accorge appena arrivati di aver dimenticato la muta, ma soprattutto il casco... Per la prima ci si può passare sopra (anche se con l'acqua a 18° non è così facile) per il secondo no. Per fortuna l'organizzazione ci aiuta e ne tira fuori uno...
 Ritiriamo subito il pacco, prepariamo le bici e ci avviamo a preparare la zona cambio... Noi siamo un pò arrugginiti visto che da settembre è passato un po' di tempo , e Luca essendo la prima volta ha mille dubbi...
Elastici, scarpe da bici, asciugamano, scarpe da corsa, casco, occhiali, cintura con il numero... Sembra ci sia tutto!
Torniamo alla macchina per lasciare le ultime cose e prendere la muta.
Si nuota in piscina, ma è all'aperto e non riscaldata... Al briefing dicono che è facoltativa, ma quelli che non la mettono, alla fine sono veramente pochi (tra cui Marino!).
Siamo in quarta batteria (siamo tutti N.C.!!!) per cui abbiamo un'oretta di tempo prima di partire per poterci abbronzare a strisce in maniera perfetta!
Al momento di posizionarci in corsia ci accorgiamo di essere in 3 corsie separate. Nulla di grave, abbiamo tre ritmi completamente diversi per cui non ci saremmo comunque potuti aiutare.
Al via ci accordiamo con i rispettivi compagni per le posizioni di partenza e alle 15 puntuali si parte. Marino è tra di noi il più forte, in corsia sua, a parte uno che li doppia tutti, è lui a fare il ritmo. Io nella mia corsia mi accordo per partire per secondo. Durante la gara supero il primo e vengo passato dal terzo, ma non riesco a stargli dietro per cui niente scia!
Luca invece dall'alto della sua lunga esperienza ci frega e si fa tutta la gara in scia.
Esco con un tempone per i miei standard (14'27" circa 4' meno rispetto allo scorso anno)e mi avvio alla zona cambio. Il cambio è velocissimo, e anche sfilarmi la muta risulta facilissimo. Sono talmente concentrato che mi accorgo di avere ancora gli svedesi quando ho già la bici in mano... Marino dovrebbe essere avanti, Luca dietro. Il percorso in bici è un bastone da fare 2 volte. Alla partenza la sensazione è ottima nonostante i pochissimi doppi fatti in allenamento e spingo subito molto bene (38Km/h di media) anche se non ho nessuno a cui attaccarmi. Al giro di boa incrocio Marino in un gruppetto di quattro persone che dai miei calcoli è circa 3 minuti avanti (in linea con i nostri ritmi in acqua). Al ritorno il vento contro mi fa capire perché andavo così forte... Comincia il secondo giro, ma di Luca neanche l'ombra... spingo ancora di più (34 di media il primo e 36 il secondo giro) per cercare di accorciare un pò la distanza su Marino. Al rientro in zona cambio vedo Luca 400 metri avanti???????? Negli allenamenti in piscina seppur sia migliorato tantissimo mi stava sempre dietro e oggi nonostante il mio tempone è uscito quasi un 1' prima!
In 30" sono già che corro! Le gambe sono un po' durette adesso, ma riesco a tenere "abbastanza" agevolmente i 4'20". Il percorso a piedi è panoramico, lungo l'argine del fiume, per cui riesco a rendermi conto che la distanza da Luca non è tantissima.  
Lui a piedi va più forte ma ce la metto lo stesso tutta!
Quando entriamo nel centro tra le numerose curve lo perdo di vista ma non mollo.
Il percorso seppur non facilissimo per i numerosi cambi di direzione e i sanpietrini e le due salitine del parco, è veramente bello! E cominciamo anche ad allenarci sui multilap...
All'arrivo il cronometro dice:
Marino  89°  1h05'40"
Luca    105° 1h07'23"
Beppe 115° 1h08'27"

I parziali:
Luca:  nuoto 13'42", T1 2'13", bici 29'42", T2 35", corsa 21'05"
Beppe: nuoto 14'27", T1 2'01", bici 30'10", T2 30", corsa 21'02"
Marino: si è dimenticato di far partire l'orologio...

09/05/14

...e la nuova Bavisela!

 Anche quest'anno timbriamo il cartellino alla gara di casa.
Ritrovo ore 8.00 piazza Oberdan, all'appello siamo io, Maffio, Marchio e Nordio. Anche stavolta riusciamo ad organizzarci per raggiungere la partenza in autonomia grazie al papà di Maffio. Partenza che quest'anno l'organizzazione ha spostato più avanti, in corrispondenza del nuovo supermercato di Duino (sarà forse perché le Coop sono sponsor ufficiale della gara..?!?). Due parole con i compagni di squadra, saluti ai conoscenti, preparazione, consegna delle borse e foto di rito con Giaco e Marino, fotografi ufficiali dell'evento che ci hanno raggiunto a Duino per supportaci fin dal riscaldamento.
Obiettivi?? A chi me lo chiede dico 1h30', ma sono il primo che sotto sotto non ne è tanto convinto.
Dopo una corsetta e una puntatina in boschetto ci infiliamo in griglia, mentre un bel sole caldo spunta dalle nuvole che, da dove ci troviamo, vediamo tutte verso l'arrivo. Fa un po' più caldo di quanto mi aspettavo ed avrei sperato...
Alle 9.50 puntuali viene dato il via alla 19a Maratonina di Trieste. Devo dire che la partenza in curva dal parcheggio del coop non è stata una grande trovata...
L'idea è quella di non esagerare all'inizio, anche perché il percorso ha una parte inedita nei primi 4 km, e spingere eventualmente alla fine, se ne avrò le forze. Nordio e Marchio partono via veloci; so che non riuscirei a stargli dietro quindi li lascio piano piano allontanarsi mentre provo, compatibilmente col sali-scendi iniziale, a trovare un ritmo più o meno costante attorno ai 4'20", 4'25".
Dopo i primi km raggiungo finalmente la costiera, quest'anno da un altro punto data la modifica al tracciato. Devo dire che la vista, da quella prospettiva, è se possibile ancora più spettacolare del solito!
Da quel momento in poi tengo un buon ritmo, forse un po' più basso rispetto i km iniziali considerata la lieve discesa, ma comincio a rendermi conto in maniera sempre più chiara che più di così sarebbe difficile spingere. Fa eccezione il km 9, dove è previsto l'appostamento dei supporters per l'occasione Beppe, Marino e Giaco ad attendere tutti iQuattroeTrenta. La loro vista e le loro urla di incitamento sono una gran carica ed il passo, almeno per quel tratto, ne risente!
La gara continua, la costiera volge al termine, e la parte dura della gara si avvicina. Poco prima del bivio supero i compagni di squadra Luigi ed Edoardo i quali, credendo in me sicuramente più di quanto in quel momento stessi facendo io, mi danno un grosso aiuto a non mollare. Grazie a loro, agli applausi dei partecipati alla family ed ai bimbi sulle transenne che si sporgevano per "darci il cinque" riesco a restare pressochè costante nel ritmo fino alla pineta. Qui sento di essere veramente rimasto con pochissima benzina: il tratto tra piazzale 11 Settembre e il terrapieno (saranno neanche 500m..??) sembra non finire mai! Poco prima del bivio che separa il mio percorso da quello della family sento altre urla indirizzate a me: questa volta sono Paolo e Susy, partecipanti alla manifestazione assieme ad un gruppo di amici. Anche a loro devo tanto perché grazie a quell'incitamento trovo (non so dove) le energie per gli ultimi 2-3km.
L'arrivo è come sempre uno spettacolo ed il cronometro, cosa a cui non avevo dato bado durante tutta la gara viste le sensazioni non propriamente positive, è una piacevole sorpresa: 1h31'35" che diventeranno 1h31'16" di real time, quindi PB migliorato di 25" rispetto a Palmanova dello scorso novembre.
Nonostante sia stata una gara un sofferta durante la quale ho pagato forse un po' il caldo ma sicuramente la mancanza di allenamento specifico per la distanza (non si può essere allenati per tutto, ed abbiamo ben altri programmi nel breve periodo al momento...) scavo comunque un ottimo risultato, quindi soddisfazione doppia!
I miei complimenti vanno a Nordio (1h26'51") e Marchio (1h26'54") per la gara strepitosa ed il ritmo pazzesco al quale l'hanno corsa, e a Maffio per il suo (non ufficializzato) nuovo PB di 1h39'20" per il quale sono in corso accertamenti da parte dei NAS sotto incarico del TAR in seguito ai reclami presentati.



E ora si volta pagina; ancora una delle consuete gare casalinghe per poi concentrarsi sull'esordio..!

... papà, hai vinto?

Domenica di Bavisela, e nonostante le numerose assenze, il gruppone de "iQuattroeTrenta" è stato numeroso...
Lascio ai protagonisti il racconto della loro gara, in attesa delle solite pagelle!

Cominciamo con il racconto di Maffio:

Finalmente Arriva la Bavisela!
Si tratta della mia prima esperienza e, seppure inconsapevolmente, mi sono dedicato un po’ tutto l’inverno per questo appuntamento.
Le aspettative sono quindi notevoli, e ovviamente, il mio obiettivo è quello di migliorare il mio Pb di Gorizia di 1h 39’50’’.
Sento di voler fare una descrizione più “egoistica” della mia corsa, rispetto ai precedenti post
, perché questa corsa rappresenta per me un  punto di arrivo e IL punto di partenza.
Il percorso lo conosco bene, tranne il tratto inziale; il venerdì, però, doverosamente,  provo il tratto nuovo, dalla partenza all’inizio della costiera. C’è un po’ di dislivello con una bella discesa che porta all’inizio della costiera. Tutto sommato niente di impegnativo, anche perché il dislivello è nei primi km e poi c’è tutta la costiera per spingere bene.
Ci troviamo Luca, Marchio e Andrea e partiamo per Duino in macchina con mio papà, che si è prestato ad accompagnarci.
Ci ritroviamo nel parcheggio delle coop e c’è già il pienone; il tempo per fare un paio di km di riscaldamento, un po’ di allunghi e siamo pronti; mi metto vicino agli altri, perché ho bisogno di partire con loro almeno per il primo km; allo sparo siamo messi bene e rimango dietro a Luca di poco; piano piano incomincia la progressione di Luca, mentre gli altri sono già davanti.
Inizia così la mia corsa solitaria…
La tattica è semplice: tenere un ritmo sotto i 4’40’’ per avere un po’ di margine da gestire nel finale, visto che si tratta del pezzo più impegnativo.
Così faccio. La costiera è una meraviglia. E’ fantastico vedere così tanta gente che corre con il mare e una giornata limpida. La strada è bellissima e velocissima. La tentazione è quella di spingere di più ma non lo faccio. Continuo con una media di 4’38’’ che per me è ottimo;
senza neanche accorgermi mi ritrovo al km 8 e vedo Beppe Giaco Marino che sono pronti a scattare foto; sento Marino e Beppe che urlano “mentalità!!, mentalità!!” ; e mentalità sia…
fino al bivio sono in linea con le mie previsioni; sento anche una Break on Through dei Doors sparata a palla che mi dà una bella carica!
Inizia quindi il tratto pianeggiante.
Fino a Barcola continuo bene; dalla pineta in poi incomincia la sofferenza… ho un brutto calo , gambe dure e fiato corto…. Il ritmo si alza e diciamolo chiaramente…. non ne ho più; soffro, stringo i denti, penso alle cose più belle che mi vengono in mente,  perché voglio quel maledetto (benedetto) PB, perché non voglio buttare via tutto quello che ho fatto durante la gare e perché non voglio buttare via tutto quello che ho fatto durante l’inverno. Mi aspettavo tanto da me e non mi voglio deludere. Ma soprattutto non voglio deludere la mia meravigliosa Jessica, che non ha mai mollato un centimetro nella sua vita e che è la mia forza; penso al mio piccolo Leonardo che sicuramente mi aspetterà all’arrivo e mi chiederà il numero e mi dirà “papà , hai vinto?”… e a cui dovrò spudoratamente mentire dicendo “sì….certo”… penso alla mia piccolissima Viola che ancora non sa cosa sia tutto quello che le stà intorno, ma che ogni volta che mi guarda negli occhi mi sorride felice…
All’ultimo km mi accorgo però di non essere più in tempo per il PB, dò tutto e riesco a fare l’ultimo km a 4’38’’;
vedo di nuovo Giaco, Beppe e Marino e il vederli mi dà una carica incredibile negli ultimi metri; scatto e chiudo in 1h39’40’’ (che sul mio GPS è  un RT di 1h39’20”).
Nuovo Pb per me.
Sarà una cosa ridicola perché ho migliorato di soli 10’ rispetto a Gorizia e perché mi aspettavo di fare molto di più…ma è pur sempre un PB.
So benissimo dove ho sbagliato e cosa ho sbagliato durante la mia preparazione.
Ma sono un pivello perché sono passati 7 mesi dal mio “ingresso” in questo mondo. La soddisfazione è , però , quella di essere sempre riuscito a migliorare ogni gara. Questa è la cosa più importante.
E la sfida e appena iniziata, ma soprattutto….continua!
Ah… dimenticavo… alla fine Leonardo mi ha chiamato e mi ha chiesto il numero di pettorale; poi mi ha chiesto: “papà … hai vinto?” e gli ho urlato: SI!

07/04/14

...al laghetto di Basovizza

e finalmente si ricomincia! da ieri infatti, a parte la pausa di Pasqua, ci sarà una gara ogni fine settimana fino alla fine di Maggio:
- Corritrieste
- Crono BDC + Mujalonga
- Bavisela
- Trofeo Principe
- Triathlon di Oderzo

Ieri intanto abbiamo cominciato con il Trofeo "No stop Viaggi "...
Sotto il racconto e le pagelle di Maffio:

Prima gara del Trofeo Provincia di Trieste.
Una Basovizza freddina, nuvolosa e con leggero borino attende Beppe, Luca, Marchio, Mario e Maffio.
Ci si ritrova puntuali (fin troppo)… verso le 8.30….
Ormai l’agonismo ci fa fare anche questo…

Io mi presento con il nuovo gadget di turno, ovvero la nuova Asics gel che ho tenuto ai piedi tutta la notte per ammorbidirla.
Ci ritroviamo al ritiro pettorali e iniziamo subito un buon riscaldamento.
Alle 9.30 scatta il via, per cui ci avviciniamo alla Chiesa e ci ritroviamo imbottigliati a pochissimi metri dal via;
pochi minuti di attesa e parte lo sparo che per poco non colpisce tutta la prima fila.
Il più rapido a muoversi è Luca, che già in griglia comincia a prendere posizioni, ma Marchio è desto e oggi ha l’occhio della tigre.
Beppe si nasconde dietro… ha  una problema al gluteo… non si sa da cosa provocato…
Marino parte vicino a me; i primi due km sono belli e in leggera discesa; la gara è tirata.
Luca e Beppe se ne vanno e non li vedo più; Marchio è subito dietro come un'ombra. Io rimango sui 4’25/4’30 ai primi 2 km; vedo Marino a poco, ma ha un ritmo ottimo e non voglio seguirlo, anche perché sono stufo di vederlo da dietro dopo tutti gli allenamenti fatti; preferisco cercare qualche bionda….; vado con il mio passo e mi ritrovo mio fratello che, inaspettatamente fa gara con me.
Al km 3 si sale verso Gropada; all’inizio la salita è facile, poi diventa tosta; qualcuno davanti a me, partito troppo forte, incomincia a mollare, io mi sento bene e faccio una salita tranquilla , sciogliendo le gambe nel km successivo. Nel frattempo Marchio ha raggiunto e passato Beppe, e si è attaccato a Luca, una 20 di metri più avanti.
Si arriva al km 6 (circa) e incomincia il secondo giro del percorso. Si ritorna sulla statale e il serpentone di quelli davanti a me è numeroso, ma abbastanza sgranato. I vari Beppe, Luca Marchio e Marino non li vedo più; sono sempre con mio fratello Marco, che tengo a circa 20 metri, convinto di prenderlo alla fine; inizia il secondo strappo in salita; si sente molto di più , ma lo sapevo… Marchio è sempre attaccato a Luca, lo segue fino in cima alla salita, quando, dopo averlo lasciato illudersi, lo passa e se ne va...
Io vado su regolare e tutto sommato riesco a tenere un buon passo, anzi supero qualche avversario; il km successivo è una meravigliosa discesa sulla quale mi lascio andare e scendo forte.
Ho sempre mio fratello Marco a un tiro, ma non riesco a raggiungerlo; accelera… io recupero posizioni fino al km 11; gli ultimi 1.300 metri sono una volatona che cerco di fare a tutta. Purtroppo non riesco a beccare mio fratello per una trentina di secondi.
Per me è una grande delusione ma il tempo è buono: finisco in 57’24.

MARCHIO 51'05" (48°) : raccontano di un Marchio eroico e sciolto coma un ghepardo della savana; si narra di un Marchio con gli occhi della tigre e la ferocia del leone; si dice che da piccolo gli dicevano: Ogni mattina a San Giovanni (???!!?!?), quando sorge il sole, un leone si sveglia e sa che dovrà  correre più della gazzella, o morirà di fame… si narra di ciò.. io non l’ho visto ma ci credo!; grande Marchio! VOTO 8,5 perché può migliorare (se solo si allenasse con regolarità n.d.r.); LEOPARDO UGANDESE;

LUCA 51'27" (55°): si dice che Luca vada più veloce della luce e del vento; dicono che sia come  un refolo di bora, ma più tignoso, perché non va a raffiche, ma dura finché
c’è da durare; lotta con caparbietà per battere la tigre, ma deve cedere sul finale; si racconta di tutto ciò; io non l’ho visto, ma ci credo!
Grande Luca! VOTO 8 perché può migliorare; LEOPARDO ETIOPE;

BEPPE 53'49" (93°): dicono che quando il sole sorge, lui sia già ritornato dalla caccia e abbia già percorso i suoi 40 km quotidiani; peccato che il giorno prima, qualcuno gli abbia morso una chiappa e si presenti al via con il segno dei denti; affermano che quando uno corre con una chiappa dolorante e faccia questi tempi sia un vero combattente, un condottiero che non si sottrae a nessun pericolo; la sua è una gara epica; io non l’ho visto ma ci credo!; grande Beppe! VOTO 8 perché può migliorare con la chiappa sana; LEOPARDO CONGOLESE;

MARINO 55'24" (125°): un tempo, quando a Cicciano c’era la Savana, si narra di un piccolo Bambino con i baffi (!!! A 4 anni!!!) che correva la mattina per comprare la pummarola ! da allora non ha più smesso; si dice che stia diventando più anfibio che terrestre e che la sua leggendaria falcata da puma di Pollena Trocchia, non abbia imitazioni; di ritorno da Nuova York, non patisce il Jet lag, abituato al jet set meglio del compaesano De Laurentis. Io non l’ho visto, ma ci credo!
Grande Marino! VOTO 8 perché può migliorare; LEOPARDO ERITREO

MAFFIO 57'24" (161°): questo l’ho visto! Buona gara, buon ritmo; potevo fare di più ; mi sono tenuto troppo e mi sono fatto battere da mio fratello Marco; peccato! Scarsa esperienza su queste distanza; complessivamente sono contento perché ho fatto una buona gara. Dicono che sia un po’ amante della bella vita; io l’ho visto e ci credo!
Voto 7,5 perché è l’unico che so che poteva fare di più; PISCHELLO

03/03/14

... transfrontalieri!

Avevamo puntato tutti su di lui! E lui non ci ha deluso! E così sulle ali dell'entusiamo ha preparato per noi le pagelle per questa gara! A voi Maffio:


La redazione de iQuattroeTrenta mi ha incaricato di effettuare l’articolo sulla maratonina Trans (frontaliera) di Gorizia, Nova Gorica,  Gorizia , Casini, Casinò e  dintorni.
Felice di cotanta dimostrazione di affetto da parte del direttore Beppe, del capo reporter Giaco e di tutti i responsabili, vi racconto le esperienze vissute in questa domenica 2 marzo 2014.
Mi ritrovo da solo a dover organizzare partenza, bagagli, borse , creme e altro, perché Beppe, Luca, Marino, Giulia, Marchio e Luis decidono di non concedere al sottoscritto neanche un passaggio…
Ma prima di tutto ciò, ci sono alcuni aneddoti che vanno raccontati.
Si, perché l’esperienza di una mezza non è fatta solo dalla gara stessa, ma è ricca di piccoli episodi precedenti, che la rendono ancora più emozionante.
Come potrei non dirvi che il sabato mi sono presentato davanti al solito negozio di sport e mi sono ritrovato Giaco e Cate che “casualmente “ passavano di lì….
Beccato!! Neanche la possibilità di comprarsi una maglietta , un giubbino smanicato grigio… niente… trovo una scusa pietosa e mi allontano, faccio il giro dell’isolato e riesco a seminare Giaco; entro nel negozio e spendo le mie classiche 30 euro per una mini borsettina inutile per  la gara.
Non pago di ciò vado in farmacia… ne giro almeno 5  in cerca della classica vasellina, dell’olio di canfora o di qualche prodotto similare per rilassare la gambe; il farmacista di turno mi propone un prodotto finlandese che assolutamente non capisco a cosa serva, ma faccio finta di conoscere meglio di mia moglie…
Si tratta di una specie di crema che massaggiata sulle gambe provoca un calore insopportabile!! Chiaramente sbaglio il dosaggio e mi ustiono gambe e mani; passo così la serata prima della gara sotto la doccia ghiacciata per almeno 1 ora e mezza.
Ma poco conta! L’importante è distrarsi …

La mattina mi sveglio alle 6,15; colazione abbondante, vestizione; borsa già pronta in attesa  accanto alla  porta; cane sulla porta che pensa di andare a correre, bimbi che piangono.. in poche parole scappo di casa e mi ritrovo sul vallone di Gorizia con musica a palla per trovare l’energia giusta;
in breve trovo il parcheggio a 30 metri dalla partenza , recupero il pettorale e aspetto la Compagnia che non tarda ad arrivare.
Ci sono tutti! E siamo carichi e pronti per iniziare.
La giornata è ottima; temperatura di circa 10/12 gradi, cielo coperto, tutto gradevole.
Ci scaldiamo e in breve ci accodiamo ai primi per partire davanti.
Io seguo i più esperti Beppe, Luca e Marchio che, come al solito, fa finta di essersi trovato lì per caso….
Marino mi è accanto ma leggermente dietro.
Si parte. Seguo Luca Beppe e Marchio che spingono subito; dopo 1 km sono troppo veloce e rallento un po’; sento Marino vicino a me e decidiamo di andare assieme i primi 8 km a 4’40’’.
L’andatura è buna, siamo rilassati e non si sente troppa fatica. Fino al confine sembra tutto piacevole.
Al confine la sorpresa di Marino… “guarda che adesso allungo un po’..” speravo di andare con lui per più km.. invece non posso tenere il suo passo e decido di rimanere sul mio passo.
Al km 11 incominciano i primi guai; il percorso non è gradevole, il paesaggio idem; si passa tra parcheggi di supermercati, zone industriali, stazioni ferroviari, percorsi mezzi sterrati, strappetti in salita.
Soffro per tre km; cerco di trovare un buon pacer, ma Giorgio (un simpatico signore con il suo nome ben in evidenza sulla schiena) è troppo veloce per me; altri sembrano troppo lenti; altri ancora mi circondano ansimandomi addosso; preferisco mettermi in parte e farmi la mia gara, fino a che trovo il mio Angelo!
In preda ad una crisi visionaria vedo una piccola podista slovena che tiene un buon ritmo e le rimango incollato;
rimaniamo assieme fino al km 18 quando il suo allenatore la aspetta; la accompagna incitandola passo dopo passo ed è un incoraggiamento enorme anche per me!; Le indica ogni curva da fare ogni tombino, ogni singola pietra da evitare e io mi piazzo dietro senza fiatare; imparo anche lo sloveno…
soffro ma finalmente vedo il traguardo e faccio una bella volata di circa 100 metri per rimanere sotto 1h e 40’ ; finisco in 1h 39’50’’. E’ il mio nuovo PB.

MA VENIAMO ALLE PAGELLE DI GELINDO , in rigoroso ordine di arrivo:

MARCHIO: semplicemente una bestia; si allena quello che basta; come già detto, dà sempre l’impressione di essere capitato nel posto sbagliato al momento sbagliato; invece è un treno ed è rischioso stargli accanto perché ti fa tenere ritmi insostenibili; si presenta addirittura con la nuova maglia pool sport; sarà per quello, ma finisce in 1h 30’ con una progressione strepitosa.
Con un percorso del genere alla Bavisela ci divertiremo.
O’ ANIMALO

LUCA: la solita garanzia, certezza di qualità; ha il timbro Dop tatuato sulla spalla; non sbaglia una gara anche se si è concentrato più sulle multidiscipline; ma in gara è un martello che mantiene il solito ritmo impressionante e si  (ci) regala un fantastico 1h32’; non ho visto la lotta con Marchio ma i due se la contenderanno perché si percepisce a pelle la rivalità…
GARANZIA

MARINO: la sorpresa! La Raffaella Carrà de no altri!  Fa una gara da tattico consumato, da allenatore di esperienza , da uomo di grande integrità morale.. viene tentato solamente da Maffio quando gli vien proposta una sosta in un locale del vicino confine.. ma lui niente!! Grande progressione e ottima gestione della gara! Le capacità di miglioramento sono enormi; secondo me, quelli davanti dovranno stare attenti ad un Mario così!! Finisce in 1h 34’!! new PB
CONCONI

BEPPE: parte come un animale ! io non lo vedo più dopo poco anche se il suo passo doveva essere decisamente superiore; ma Beppe è un uomo da competizione e non ci sta a fare la parte del comprimario; posso solo riferire quello che mi ha detto lui ha fine gara: “Marchio mi ha legato i lacci delle scarpe e mi sono dovuto fermare perdendo 3 minuti… la prossima volta se ne va a piedi ad una gara…”  ed infatti Marchio torna in macchina con Maffio…  ; da notare la nuova divisa Pool , molto aerodinamica e griffatissima! Finisce per colpa di Marchio a 1h36’, ma la volpe sa che può fare molto di più.
INGANNATO

MAFFIO: abbiamo già scritto e detto tutto; a fine gara ha dichiarato “dedico questa prestazione alla Signora del Bar dove sono andato a bare un caffè prima di iniziare la gara e all’ottimo servizio igienico che aveva prima che entrassi!”; finisce in 1’39’’!! new PB
ECCITATO

GIULIA: deve sopportare questa massa di compagnoni ; riesce a sfoggiare il suo new PB con 1h56’’ nonostante Luis premesse da dietro con insistenza; caparbia e agguerrita; un meritato plauso per la prestazione!
ROCCIA

LUIS GUSTAVO: i colleghi nn mi comunicano il risultato e quindi chiedo venia… Anche qui posso solo riferire le sue parole a fine gara “ molto felice, offro da bere a tutti”.
OSSO

Il Vostro Gelindo Vi saluta!