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12/03/13

...e il Kokos Trail


Bello, molto bello!
Alla fine alla partenza ci troviamo io, Luca e Silvio. Il meteo non è dei migliori, c'è tanta nebbia, ma per fortuna non piove. Già arrivati al posteggio capiamo che oggi sarà dura: la pioggia della notte ha lasciato pozzanghere enormi, ed il percorso è tutto su strada sterrata. Non siamo attrezzati, non abbiamo scarpe da trail, e le nostre A3 con la tomaia in retina traforata e suola liscia probabilmente non sono la soluzione migliore... ma tant'è!
Briefing pre gara:
Silvio che ormai non riesce più ad allenarsi con la stessa costanza degli anni precedenti (beh per la sua età, non possiamo che stimarlo), decide di fare la gara per conto suo senza forzare, per finirla con un tempo vicino a quello dello scorso anno.
Io e Luca, come spiegato qua, arriviamo alla gara con allenamento quasi nullo e decidiamo quindi di sfruttarla come un buon lungo, cercando di mantenere, per quanto possibile su un percorso del genere, un ritmo abbastanza costante e tranquillo per arrivare alla fine in condizioni accettabili.
La partenza è all'interno del campo dello Zarja che per l'occasione è stato riempito dall'organizzazione con 5 cm di acqua... Ci sistemiamo sotto il gonfiabile, ma questa volta, viste le ambizioni, restiamo in coda ai 500 partecipanti. Allo sparo salutiamo Silvio e partiamo con calma evitando la solita ressa. Il primo Km lo passiamo a superare una quantità incredibile di persone che fanno di tutto per evitare le grosse pozzanghere che occupano il sentiero. Davanti a noi infatti il gruppo si apre più volte e tutti deviano sui bordi rallentando la corsa... Ringraziamo e bagnandoci i piedini ne passiamo più di una ventina alla volta.
Per i primi 2 Km la strada è abbastanza pianeggiante, ma la nostra poca esperienza su terreni sconnessi e soprattutto le file che si formano lungo i sentierini ci rallentano abbastanza. Poco male, visto il percorso che ci attende.
Al terzo Km siamo costretti a fermarci per quasi una trentina di secondi per una coda di runner che si forma all'inizio di un sentierino. Respiriamo, ci mettiamo in fila e ci buttiamo giù. Arriviamo sulla ciclabile, dove finalmente riusciamo a districarci dalla fila e a riprendere il nostro passo. Superiamo una decina di persone, ma dopo neanche un Km si ricomincia: percorro infatti i successivi 600mt a salire scalini di 30/40 cm con la faccia sul sedere di quello davanti (e Luca, più fortunato sul mio...) per un totale di 130mt di dislivello. Arrivati in cima al Monte Stena per un paio di Km finalmente si rifiata un pò, anche se tra il fango delle discese (prima di noi sono passate quasi 200 persone e ormai le condizioni del terreno sono un disastro) e le file non riusciamo mai a spingere quanto vorremmo. Ultima salitina e arriviamo a Pese. Qua per fortuna la strada spiana un pò ed il terreno è più compatto. Al cartello dei 10Km comincia la salita che in 1Km ci porta sul Cocusso. Luca è davanti una 20 metri, io sono rimasto attardato in una fila. A metà salita, cede e comincia a camminare. La stanchezza è tanta, vorrei camminare anche io, ma mi impongo di raggiungerlo. Camminiamo assieme per circa 300/400 mt, poi quando la strada sembra migliorare ci rimettiamo a correre. Purtroppo però è solo un'illusione, mancano ancora 400 mt alla cima, ma non molliamo e riusciamo a non camminare.
in cima al Cocusso

Arrivati in cima, ci avvisano che gli ultimi 3 Km sono tutti in discesa. Qua Luca mette la freccia e se ne va. Bastano un paio di curve di un scivolosissimo e fangosissimo sentiero tra gli alberi per farmelo perdere di vista. In un Km infatti mi prende quasi 2 minuti. Gli ultimi due Km per fortuna invece sono "quasi umani", pianura e terreno compatto ed il fatto di vedere il passo scendere sotto i 4'30" ci da la convinzione che tutto sommato, nonostante in questi mesi ci siamo allenati poco non si riparte da una condizione pessima.
Arriviamo al traguardo, Luca 156esimo in 1h31'24", io 170esimo in 1h33'26".
E' la prima gara del genere, ma non sarà sicuramente l'ultima! Di sicuro rimettere il pettorale dopo 7 mesi, seppur con nessuna velleità di risultato cronometrico, mi ha data una nuova carica per continuare ad allenarmi!

E già sabato si riparte con la Corri al Jolly, anche questa una gara "giovane" alla sua seconda edizione, con un percorso decisamente diverso: 6 Km da percorrere nei pressi dello stadio, tutti su strada.

Al via dovremmo esserci io, Luca, Reci ed il redivivo Marino!
Fare una previsione cronometrica è difficile:
- i 600 mt di dislivello di domenica hanno lasciato notevoli segni (leggi DOMS) sulle gambe, sopratutto quelli in discesa...
- L'allenamento alla fine è sempre scarso
- Sabato mattina abbiamo anche il corso di nuoto...
- Marino viene da una serie di influenze e malattie...
Sotto i 26': impensabile ad oggi
Sotto i 27': ottimo
Sotto i 28': non male
Sotto i 29': c'è da lavorare
Sotto i 30': bisognava correre non passeggiare!
Vedremo!

03/03/13

sole, temperature miti e pettorali...


ci risiamo!
Finalmente con l'arrivo della primavera ricomincia "la stagione agonistica" di noi runner super amatoriali! Quest'inverno, per i vari motivi spiegati qui, siamo stati particolarmente sedentari, ma adesso è il momento di rimettersi a sudare!
E, vista la scarsissima preparazione che abbiamo in questo momento, non poteva esserci gara peggiore... ma è il momento di rimboccarsi le maniche!
Kokos trail: 14 Km abbondanti, 500 mt di dislivello positivo concentrati in 3/4 Km e discese particolarmente tecniche su sentierini sconnessi... ah, prevista pioggia!
Le premesse non son sicuramente delle migliori...
La gara, al suo secondo anno di vita, inserita da quest'anno nel Trofeo Provincia di Trieste come prova valida solo per il punteggio di società, sarà per noi un buon allenamento, 14 Km particolarmente vallonati da fare, non al massimo (anche perché bisogna arrivare alla fine), ma con un buon ritmo per ricominciare a mettere un po' di chilometri sulle gambe!
La partenza è prevista dal campo di Basovizza, e dopo 500 mt di asfalto, si gira verso la Foiba. Da li un paio di km su sentiero abbastanza largo prima di affrontare la prima discesa, tecnica e molto stretta, in cui sembra sia molto difficile superare (ma anche farsi superare...). Al quarto Km si arriva sulla ciclabile che porta a Draga e che si percorre per 800 metri. Dopo la prima galleria che si incontra si lascia la ciclabile, svoltando sulla sinistra. Da qui cominciano 500 metri molto impegnativi con più di 130 metri di dislivello. Si "rifiata" fino all'ottavo Km dove si affronta prima la salita che porta a Pese (600 mt), poi la scalata vera e propria al Cocusso. 2,5 Km di salita, prima un po' più dolce, poi sempre più impervia che da 470 mt porta ai 655 del punto più alto.
Gli ultimi 3,5 Km sono tutti in discesa, di cui il primo particolarmente tecnico.

Questa volta, con un percorso così vario, porsi un obiettivo cronometrico è quasi impossibile. Fondamentale però è battere il tempo di Silvio, unico ad averla fatta lo scorso anno, di 1h42'... 1h30" è forse un po' troppo ambizioso, ma ci proveremo!

E come al solito la presentazione dei partecipanti di Giaco (che al Kokos preferirà prendere il sole a South Beach dopo aver pattinato su Ocean Drive...):

Ai blocchi di partenza di questa gara durissima (sia perché la prima stagionale…sia perché no gavemo più 20 anni…) pochi coraggiosi che hanno tutta la mia stima e il mio rispetto:

Beppe: si presenta alla gara e in generale al Trofeo molto più tranquillo dell’anno scorso…non ha più nulla da dimostrare ora che:
- ha fatto trasferire Marchio in modo che non possa più insidiare i suoi   record;
- la prova del dna ha riconosciuto come suo il figlio... e non solo quello;
Può quindi farla da padrone (Luca permettendo), dedicandosi alla preparazione dei prossimi triathlon, concedendosi questa corsa, come simpatico passatempo...




Mario: purtroppo non siamo stati grandi profeti…e il ghepardo di Mergellina si è riammalato causa un giro d’aria troppo aggressivo….i maligni dicono che si sia sottoposto alle cure di un medico, amico di famiglia per recuperare in fretta dal malanno (invece di ascoltare i suoi stessi consigli...). La sua presenza – ad oggi – è ancora in forse, viste anche le previsioni non ottime per la giornata di domenica, ma per evitare qualsiasi problema – anche con gli sponsor – è previsto che l’atleta questa volta corra vestito.

Luca: tensioni con gli sponsor a parte, lo squalo di via Fabio Severo si presenta ai blocchi di partenza con il desiderio di azzannare alla giugolare il Presidente e campione in carica Galati.
La critica suppone che possa risentire della tensione prematrimoniale e vanificare con l’ansia da prestazione, che proprio al suo rivale ha giocato brutti scherzi in occasione delle gare più importanti.

Silvio: alla fine, passano gli anni, le mode, i governi e pure i papi, ma lui è sempre lì…sulla cresta dell’onda  pronto a rintuzzare gli attacchi dei giovini di turno, pronti a sottrargli lo scettro di re dell’altipiano. E’ l’atleta più esperto in gara (in assoluto…) e quello che conosce meglio il percorso…sa esattamente dove si può tagliare, fermarsi a mangiare un ombolo  e bere una birretta. Sarà dura arrivargli davanti.


Voci di corridoio vogliono che l’ormai ex podista Cesaratto possa essere della gara. Complici l’umidità dell’aria e l’irritazione del cavallo delle braghe, la Snai quota la sua presenza a 350,00…una bella quota che consigliamo a tutti i ns. lettori per farsi un regalo inaspettato … In settimana ha già portato a casa il trofeo “lubianska 2013” , mangiando quasi interamente la temibile bistecca in quel di Gorizia…chissà che non tenti anche stavolta l’impresa…?

18/02/13

...e un inizio anno con i botti...

non sportivi!
Vabbe' direi che la nascita dei figli di due componenti (si sono diventato papà!) e la notizia del prossimo matrimonio di altri tre (si anche mi sposo) possano essere motivo di una pausa forzata più che giustificata del gruppo. Le domeniche passate in trasferta alla ricerca di location e catering, le notti passate in bianco tra pannolini e biberon hanno preso un po il sopravvento su lunghi e ripetute, ma ora è il momento di rimboccarsi le maniche che la stagione sta per ricominciare! Gli obbiettivi quest'anno non sono più tanto comuni, ma la voglia di uscire per allenarsi in gruppo e stimolarsi a vicenda deve tornare quella di prima!
Nel dettaglio il commento del nostro solito Giaco:

Beppe: ormai è lanciatissimo verso il pentathlon moderno…accanto al nuoto (ormai non rischia più di annegare nella vasca da bagno…), bici (ormai è lanciatissimo verso il prossimo giro d’Italia), corsa (qui non ha mai mollato il colpo) ha inserito le specialità del cambio di pannolino (dove ha un personale di 4 minuti e 32’) e poppata con ruttino (dove non ha rivali, con un record di 300 ml a 1 mese…). Assorbito il colpo della defenestrazione dalla presidenza del gruppo da parte di alcuni facinorosi, è stato rimesso in sella dal consiglio degli anziani. POLIVALENTE 
Mario: atleta, un tempo, tutto d’un pezzo, soffre tantissimo il freddo invernale e si ammala con la frequenza con cui Beppe cambia i pannolini al figlio. Piano piano sembra riprendersi, e per sua fortuna, la bella stagione è alle porte e quindi tra poco rivedremo il vecchio Marino, che – finito il lavoro – si spoglia direttamente in banca, si infila un costume e inizia un triathlon di 4-5 ore, tra Barcola e il Carso. Sarà obbligato a fare bene anche perché ultimamente ha sacrificato la quota destinata all’università del figlio per l’acquisto di materiale tecnico. IN LETARGO 
Manu: sfortunatissimo questo atleta, che – nonostante tutti gli sforzi di OpicinaLab, e la visita recente in Belgio dal dott. Martens – non riesce a guarire da questa rarissima forma di borsite. I suo personale fan’s club si sta attrezzando per organizzare una gita….Medjugorje e Lourdes le possibili destinazioni...Possibile che la sua allenatrice e datora di lavoro, nonché moglie, lo faccia virare sul nuoto per rinforzare il fisico un po’ gracilino. Alle porte la nuova stagione podistica e lui non sa ancora se correre con le sue forze o sfruttare la duttilità dell’Inglesina del figlio. PATO 
Reci: fiocco azzurro recentissimo in casa di questo atleta. Sembra che le sveglie notturne del pargolo siano perfettamente conciliabili con i ritmi di allenamento dei paracadutisti della Folgore. Ora Reci dovrà conciliare la poppata della mattina con le salite sui passi dolomitici e il ruttino dopocena con le ripetute sulla Napoleonica. Con la bontà legata al ruolo paterno sembra sia stato anche ritirato anche il ricorso al T.A.R. per la mancata corsa di Natale, con la quale era stato sfiduciato il Pres. Galati per lo scandalo legato ai premi degli sponsor intascati di soppiatto. RICORRENTE 
Luca: in attesa di conoscere il proprio futuro podistico, legato a una serie di incastri fortunatissimi, sembra essere l’atleta più costante sul piano della corsa…è l’unico che ha partecipato anche alle gare di fine anno, facendo sentire i colleghi degli emeriti escrementi. Sulla scia di questi successi, ha provato il colpaccio, attuando un vero e proprio golpe nei confronti del Presidentissimo, rientrato solo grazie all’uso del buon senso e alla poca voglia organizzativa di questo atleta. Il matrimonio in vista a breve, potrebbe minare la sua preparazione. GOLPISTA 
Giaco: ormai si trova a un bivio e deve scegliere se riuscire ad entrare nell’abito grazie ad un sofisticatissimo sistema di tiranti e carrucole, oppure seguire una dieta al di sotto delle attuali 5.000 kgcal giornaliere e fare un minimo di moto….no, andare in moto non vale (se ve lo stavate chiedendo). Si concede una corsa a settimana alla domenica, un po’ come la messa, ma quest’ultima gli provocava sicuramente meno traumi e squilibri. Che possa rinascere anche lui con l’arrivo del caldo e la bella stagione? SFATICATO

08/12/12

... come la NYCM!

 Abbiamo deciso di annullare tutto  quando ci siamo resi conto che la Maratona di New York corsa "babbo natale a quattroetrenta" invece di un collante utile a far ripartire la città dopo i disastri compiuti dall’uragano Sandy Attila sarebbe diventata motivo di grande divisione e polemiche. La nostra gara con le sue storie di coraggio e determinazione ha sempre avuto la funzione di esaltare lo spirito nazionalistico americanotalizio triestino, come avvenne per la maratona  corsa del 20011 disputata soltanto due mesi dopo la tragedia dell’  con partenza da piazzale 11 settembre. Ma quando abbiamo capito che far disputare una gara con 47.000 (più o meno...) persone festanti accanto alle porte di chi sta ancora soffrendo sarebbe stata causa di forti contrasti abbiamo mollato. Le controversie sono l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno!
E cmq è solo rinviata... a breve la nuova data!

03/12/12

... e la seconda edizione della "Babbo Natale a quattroetrenta"


E dopo il gran successo della scorsa edizione, con ben 7 concorrenti alla partenza (e stranamente anche all'arrivo) torna anche quest'anno la corsa di Natale più divertente!
Qui trovate il resoconto della scorsa edizione, e qui il video!
Abbiamo apportato solo qualche piccolo cambiamento al percorso e qualche aggiunta alle regole per cercare di rendere la gara accessibile anche ai più pigri, e, se possibile, ancora più divertente.
Anche quest'anno la corsa  a differenza delle solite gare prevede una classifica in base alla posizione di arrivo, ed un punteggio in base allo spirito natalizio del concorrente:

1° 70 pt.
2° 60 pt.
3° 50 pt.
4° 40 pt.
5° 30 pt.
6° 20 pt.
7° 10 pt.
8° in giù 5 pt. (ci saranno più di 7 concorrenti?????)
Retrorunning (sotto i 6´/Km) 100pt

- Cappellino di Natale o orecchie da renna  5 pt
- Vestito da Babbo Natale o da Renna   25 pt
- Barba finta (quella vera non vale se non dipinta di bianco!) 10 pt
- Bonus vestito completo che comprende tutte le cose sopra 10 pt
- Sacco di juta di almeno 5Kg 30 pt
- Anfibio nero da Babbo Natale 30 pt
- Cane vestito da renna 15 pt
- Abbigliamento di Natale tipico Sudamericano (nella foto...) 70 pt


Nuove regole:
Tuffo all'arrivo 150 pt
Vestito da Albero di Natale 25 pt
Palline rigorosamente vere per vestito da Albero 1 pt a palla
5,5 km giro attorno alla fontana 100 pt (farà fede l'indicazione del GPS)
Squadra presepe 60 pt. a concorrente
Tuta da sci completa con sci 500 pt
Senza sci 60 pt (che viste le previsioni....)

La somma delle due definirà la classifica finale.

Come detto il percorso sará leggermente più breve: partenza dalla pineta (lato strada), si percorre tutto il lungomare di barcola fino al bivio. Qui si gira attorno all'ultimo albero e si ritorna, con arrivo sul lato del mare. 5,5 Km quindi, facilissimi tutti in pianura (qui il GPS). Bonus di 30 pt a chi li percorrerà a 4'30" in 24'45" (+o- 20").

E come sempre "A seguire inoltre, per il pranzo, vi sarà la tradizionale (ormai si lo è) "Cena di Natale" de iQuattroeTrenta e di tutti i simpatizzanti che vorranno partecipare!"

P.S. per la FIDAL: Non è una gara ufficiale, non ci sono premi ne cronometristi, per cui vi preghiamo di non diffidarci o squalificarci, anche se più di qualcuno ne sarebbe contento così avrebbe un'ulteriore scusa per non correre!!

07/11/12

...da Capodistria a Muggia!



La resa dei conti!
Tenendo conto del solo risultato la prestazione di domenica potrebbe essere considerata un trionfo al 99% (togliamo un 1% per quei 30' di troppo...), ma analizzando l'intero contesto le cose non sono andate pienamente come speravo.
Procediamo con ordine.
Allenamento dovrebbe esserci. Da inizio agosto ho ripreso in mano le tabelle pronte per la Bavisela, cercando di seguirle il più possibile.
Per quanto riguarda la tattica, visto l'ottimo risultato dell'ultimo lungo alla Maratonina del Carso decido di confermare sulla carta la strategia adottata un mese fa: partenza "lenta" (pensavo a 4'40", più veloce rispetto ad Aurisina visto che mi aspettavo una prima metà gara meno impegnativa dal punto di vista del dislivello), per poi accelerare dopo il giro di boa.
Parto senza conoscere per niente i primi 13 - 14 km di percorso, essendo la prima volta che partecipo a questa manifestazione. Col senno di poi questo è di certo un aspetto che ha influito sull'andamento della gara.
Tralasciando il noioso pre-gara (nota per le prossime occasioni: non è assolutamente necessario prendere proprio il primo pullman...), passiamo subito al riscaldamento: corsetta sul piacevole lungomare di Capodistria con qualche allungo finale, per un totale di circa 2,5 km. C'è parecchia umidità, che io soffro abbastanza, quindi decido di fare qualche metro in più per scaldarmi maggiormente. Poco prima della partenza ci si raggruppa dietro al gonfiabile, mentre la banda della città di Capodistria accompagna gli ultimi minuti che precedono lo start.
Sparo; il primo centinaio di metri di percorso è racchiuso tra paletti uniti da del nastro che non consentono al gruppo di disperdersi, quindi a ritmo quasi obbligato cerco di non farmi spingere e di trovare uno spazio per andare avanti. Gli atleti al via non sono moltissimi (la classifica finale riporterà circa 450 arrivi) ma in quei 2 - 3 metri di larghezza lasciati dai paletti sembrano un esercito! Quasi non mi accorgo che il Garmin suona e riporta il primo km a 4'20": decisamente troppo basso, devo rallentare. Cerco di calare il ritmo ma cambi di direzione, marciapiedi, aiuole, rotonde, uniti alla normale freschezza di inizio gara, all'assenza di pendenza ed al fatto che il gruppo non si è ancora del tutto sciolto me lo impediscono. Col senno di poi questo è di certo un altro aspetto che ha influito sull'andamento della gara.
Riesco a rallentare lievemente appena al terzo km, una volta uscito da Capodistria ed imboccata la ciclabile che affianca l'autostrada. Da qui in poi però il percorso si fa più irregolare in quanto a dislivello, soprattutto positivo. Salitine più o meno dolci alternate a qualche strappo breve ma ripido spezzano decisamente il ritmo e non aiutano a mantenere la velocità costante. Recupero qualcosa durante il sesto km, quando svoltando a sinistra si torna verso il mare in leggera discesa, ma rispendo tutto ed anche di più dal settimo fino a tutto il dodicesimo km sul continuo alternarsi tra piano e salita che porta ad Ancarano (il dodicesimo km a 4'58" vale più di mille parole...).
Raggiungo finalmente la "cima" del colle e riprendo un po' di fiato sulla lunga discesa che porta al confine di Lazzaretto mentre dal cielo, fino a quel momento clemente contro tutte le previsioni, comincia a piovere. Col senno di poi anche questo è un aspetto che ha influito sull'andamento della gara. Gli ultimi km in territorio italiano cerco di correrli al meglio delle mie possibilità: il percorso da lì in poi è praticamente tutto in piano, ma sento le gambe molto provate dai km precedenti, e le scarpe che in pochi minuti si sono zuppate d'acqua non agevolano molto il passo... Riesco, in maniera non proprio costante, a mantenere un buon ritmo ma la stanchezza è troppa per spingere ancora: taglio il traguardo al porticciolo di Muggia ed il cronometro segna 1h35'30".
Facendo un po' di analisi, ho impiegato quasi lo stesso tempo (e quindi ho corso allo stesso passo medio) per la prima metà e per la seconda. Ripensando però al percorso, la gara probabilmente avrebbe dovuto essere gestita in modo diverso, spendendo meno all'inizio (come mi ero proposto) e gestendo le energie nel saliscendi per poi accelerare nella seconda parte, magari sfruttando la lunga discesa del tredicesimo km. Conoscendo il percorso forse sarebbe stato più semplice, ma i primi 2 km a 4'20" forse potevo evitarli...
Ad ogni modo, tirando le somme, l'obiettivo che mi ero prefissato ad inizio agosto è raggiunto; aggiorno il personale sulla mezza e l'ora e 35 minuti è stata toccata. Peccato per quei 30"...
 
Però tra due settimane ci sarebbe Palmanova...

10/10/12

...e la mezza di Aurisina!


Il calendario degli allenamenti prevedeva in realtà un'attività diversa per questo weekend, mentre il turno del lungo sarebbe stato domenica prossima. Ma l'atmosfera della gara e l'idea di correre più di 20 km in mezzo a tante altre persone, uniti alle prospettive per il fine settimana successivo (biciclettata sabato e Barcolana domenica, con conseguente occupazione del mio percorso abituale) mi hanno spinto ad iscrivermi alla 34a Maratonina del Carso.
Obiettivo dichiarato: corsa lenta, come se fosse allenamento. Dopotutto è quello che dovrei fare per la mia preparazione all'Euromarathon del 4 novembre. Dopo un po' di calcoli decido che 1h45' - 1h50' potrebbe essere un tempo ragionevole.
Il percorso da questo punto di vista dovrebbe essere dalla mia parte: primi 5 km di lieve ma costante salita, altri 10 (5 andata + 5 ritorno) caratterizzati da continui sali-scendi già affrontati nel Vidussi qualche mese fa, e gli ultimi 5 km questa volta in leggera discesa per il rientro ad Aurisina. Mi ripeto e mi impongo quindi di partire con calma, arrivare al giro di boa attorno ai 5'/km e a quel punto valutare la situazione.
Parto presto da casa: devo iscrivermi e voglio fare le cose con calma, compreso un riscaldamento un po' più lungo del solito (non ci vuole molto penserà qualcuno...). Il cielo non promette niente di buono; le previsioni indicano pioggia proprio durante la mattinata ma ultimamente non le hanno azzeccate proprio tutte, quindi non ci faccio troppo caso.
Non c'è ancora tanta gente al banco delle iscrizioni, mi sbrigo presto; torno in macchina, attacco il pettorale, mi cambio e via verso Pineta del Carso a sciogliere le gambe e scaldarsi, come la gran parte dei partecipanti. Mentre torno verso la zona della partenza (mancano 20 minuti, 5 alla chiusura delle iscrizioni) sento rumore di una bicicletta raggiungermi alle spalle: mi giro e vedo un uomo enorme in sella ad una bici da chrono, che in un italiano molto stentato mi chiede "...dove è iscrizione?". Gli indico la strada e lo vedo sparire dietro la curva poco avanti a me: finirà la mezza in 1h22', dopo 50 km con 500 m di dislivello di bicicletta per raggiungere Aurisina, e ripartirà 20 minuti dopo aver tagliato il traguardo per altri 90 km con 1000 m di dislivello per tornare a casa...
E' quasi l'ora di partire, quindi ultima sosta tecnica e mi dirigo al gonfiabile in piazzetta di Aurisina. Puntuale come non mai, arriva la pioggia a battezzare lo start, tanto che l'area antistante la linea di partenza è deserta e quasi tutti si riparano sotto i poggioli o sotto gli alberi fino agli ultimissimi istanti. Resto comunque vicino all'arco bianco, e mi muovo subito assieme alla folla per mettermi in griglia e non restare troppo indietro. Allo sparo sono ad un paio di metri dal via: si comincia.
La pioggia sembra non mollare un attimo, tanto che dopo 500 m ho già le scarpe che pesano almeno mezzo kg in più ciascuna! Mentre cerco di tenere il ritmo ascolto qua e là i commenti degli altri. L'idea comune è che se continua a piovere in quelle condizioni, è già tanto finire la gara. Ho iniziato a correre da poco, e non mi è mai capitato di prendere un acquazzone simile: se lo dice qualcuno che sembra più esperto di me, sarà vero! In effetti le scarpe piene d'acqua non risultano affatto comode...
Fortunatamente un po' prima del 5° km smette di piovere. Il Garmin mostra una media di poco superiore ai 5': considerando il meteo, la salita iniziale e l'obiettivo imposto ritengo 1/4 della prova superato; mi sento bene, mi sembra quasi di non aver corso fino a quel momento. So però che mi aspetta un pezzo forse più duro del primo, perché al Vidussi ricordo di aver accusato non poco i sali-scendi. Svolta a sinistra, cavalcavia, Gabrovizza, Sales: supero qualcuno e nel frattempo passano i primi nel senso opposto; significa che il giro di boa è vicino. Arrivo ai birilli ad una media sotto i 5' (con l'ultimo km a 4'38"), e di nuovo mi stupisco della freschezza che sento ancora nelle gambe.
I primi km del ritorno, senza pensarci troppo, li corro attorno ai 4'30"; arrivo a Gabrovizza ed incrocio Beppe che, a metà del suo giro in mtb, ha fatto una pausa per venire a supportarmi. Nei 4 km assieme scambiamo qualche parola, e grazie alla sua compagnia quasi non mi accorgo di averli percorsi ed essere ormai all'ultimo ristoro: ancora qualche km ed è fatta!
Sarà la discesa, sarà il sentire la fine vicina, sarà il vedere poco avanti a me persone che conosco e quindi l'assecondare il desiderio inconscio di andare a prenderle, fatto sta che gli ultimi km "volano" nettamente sotto i 4'20", con l'ultimo km corso a 4' (avevo non so chi attaccato alle spalle da 500 m, non potevo mica farmi superare proprio alla fine...). Taglio il traguardo, ma la sensazione è quella di poter continuare a correre. L'orologio dice 1h37'41".

Ripensando agli obiettivi, teoricamente dovrei ritenerli raggiunti solo per metà: 51'34" (4'54" di media) nei primi 10 km, 46'07" (4'23") nella seconda metà. Ma le sensazioni durante e dopo la gara, per non parlare dei 3' rubati al mio precedente (ed unico) personale sulla mezza compensano tutto e fanno anche di più! E riguardo all'obiettivo Euromarathon? Avrò sbagliato per quanto riguarda la preparazione? Data la mia inesperienza credo che la risposta la scoprirò solo tra un mese o poco meno; in ogni caso questo è già un ottimo risultato!

25/09/12

...fascite plantare, vacanze, pigrizia, bici, nuoto e Scala Santa


Eh già in due mesi e mezzo non è successo praticamente nulla! Due mesi di silenzio nel blog si possono riassumere semplicemente con il titolo di questo post.
Eravamo rimasti al giro di Roiano, con ancora due gare da fare prima di staccare un pò...
La mattina dopo però mi sveglio, non riesco ad appoggiare il piede, la pianta è indolenzita, ogni passo è una sofferenza. Mi dico che avrò forzato troppo in discesa, qualche appoggio troppo pesante, passerà...
Passa però il tempo ma non il dolore... Incomincio ad informarmi: i sintomi sono quelli tipici della fascite plantare! Vabbè le due gare sono perse, ma un pò di riposo dopo un anno tirato non può che farmi bene... Causa vacanze e pigrizia gli altri non si spingono per organizzare qualcosa, per cui saltano anche allenamenti. Solo Silvio e Luca tengono alto il nome del gruppo il primo partecipando alla Miramarina con un ottimo tempo viste le condizioni climatiche, e alla Stratrieste, il secondo continuando con gran costanza a prepararsi per l'euromarathon del 4 novembre.
Approfittiamo dei buchi lasciati dagli allenamenti per qualche uscita in bici, tanto nuoto (si ho imparato a nuotare........dopotutto l'obbiettivo dichiarato è "quello"!).
E' arrivato quindi il momento di rimboccarsi le maniche e pian piano ricominciare, ma gli obiettivi non sono ancora chiari. Per il momento il gruppo quasi al completo ha cominciato a fare spinning e qualcuno di noi ha partecipato anche alla Rampigada Santa!


 Ci stiamo informando per qualche corso di nuoto, da domani si ricomincia a corricchiare... Gli obiettivi non sono ancora chiari... o forse si?

15/07/12

... e il giro di Roiano

se ancora ce ne fosse stato bisogno, ieri abbiamo avuto la conferma che queste gare sono veramente divertenti! Brevi e molto intense sono ideali per questo clima, anche se ieri, per fortuna, il caldo torrido ci ha risparmiato. Anzi a dirla tutta a causa della bora che soffiava contro per tutto l'ultimo Km, sembrava più una serata di fine settembre...
Ci troviamo come sempre 45 minuti prima della gara. Siamo io, Giaco, Marino, Luca e Silvio.
Sbrigate le formalità dell'iscrizione decido di scaldarmi. Mi segue solo Luca, Giaco e Marino son già stanchi dalle fatiche della lunga domenica di Luglio... Silvio invece è politicamente contrario a qualsiasi dispersione di energie prima della gara.
Alla partenza siamo un centinaio e visto che la strada è aperta al traffico, i giudici ci fanno sistemare in griglia solo 30" prima del via. Al via siamo abbastanza avanti e alla prima curva dopo 200 mt passo 15esimo. Mi ero ripromesso di partire con calma in vista della dura salita, ma come sempre mi son fatto prendere dal gruppo... Luca e Marino sono subito dietro, anche Silvio è li con loro, Giaco invece riesce a partire con un passo più adatto ai nostri ritmi. Complice la leggera discesa ed il vento a favore passo al primo Km in 3'40" e la scioltezza con cui riesco a tenere il ritmo, mi da una carica incredibile. Sul lungo rettilineo verso Barcola mi passano una decina di corridori ma non mi demoralizzo, so che sono troppo avanti per i miei ritmi anche se mi sento bene e procedo facilmente a 4'05". Al semaforo a Barcola passiamo veramente con un ottimo ritmo. Marino e Luca sono un centinaio di metri dietro di me, subito dietro a loro c'è Silvio. All'inizio della salita vedo davanti a me che uno di quelli che mi ha superato già cammina. Respiro a fondo abbasso la testa e vado. So che in salita me la cavo, ma ripassarli tutti mi da ulteriore spinta! Arrivo infatti in cima alla salita che sono di nuovo quindicesimo. Molto bene va in salita anche Luca che riesce a staccare di una 30 di mt Marino. Silvio e Giaco invece si attardano un pò.
Finita la salita riprendo il ritmo e nonostante le gambe siano durissime riesco a stare abbondantemente sotto i 4'20". Nonostante questo mi passano in 2, sul piano hanno un altro passo. Io mantengo il mio, non voglio esagerare. Sulla discesa riesco a rifiatare un pò e noto che quello davanti si gira più volte per vedere se c'è qualcuno. E' stanco mi dico, vado a prenderlo! Aumento leggermente e a 600 mt dalla fine lo riprendo. Ha il fiato corto e il vento contro mi da una gran mano per passarlo. Arrivo in 25'14", 16esimo. Chiudono veramente molto bene anche Luca (26'38") e Marino (26'55") tutti e due nettamente sotto i 4'30".
Chiude un pò sopra il suo tempo dello scorso anno Silvio (28'46"). E' invece incredibile il tempo di Giaco che pur non allenandosi mai, riesce a stare sempre sui 5' al Km.
Ecco le sue pagelle:

Galati: voto 10 ….encomiabile il suo attaccamento alla maglia…nonostante sia Luglio, nonostante ragioni di cuore lo reclamerebbero a casa, nonostante abbia tirato la carretta tutto l’anno, nonostante questa gara non sia tra quelle “ufficiali”, nonostante il suo diretto rivale stia tirando i remi in barca (queste le voci di corridoio che lo vogliono con i confetti già in mano)…è sempre lì sul pezzo, ripetute alle 7 di mattina e in capo al gruppo a tirare. STAKANOV

Monte: voto 9… anche lui dimostra grande attaccamento…rinuncia alla seconda mano di bianco da dare al salotto…e si presenta con la canotta sporca di pittura al via..Riesce a malapena a finire 1 melone e 2 angurie al banco ristoro e si conferma costante sulla media 4’ e 30”. TINTORETTO


Terreni: voto 8…perde la non agonistica e allora si aggrega alla corsa dei corridori “veri”…chi lo aspettava davanti a contendersi un posto al sole forse rimarrà deluso ma regala cmq una buona prestazione che potrebbe anche essere migliore se venisse con abbigliamento tecnico e non in costume direttamente dal mare…ma anche questo è attaccamento. BAGNANTE SMARRITO

Rebula: voto 7…per lui il caldo non è un problema…anzi! Partecipa a più gare d’estate che nel resto dell’anno…elegantissimo con il suo nuovo Suunto, i suoi occhialini tattici, non si scompone di una virgola…manco sull’impervia salita. E ricordiamo che ha da poco sforato il mezzo secolo (Auguri). GENTLEMAN

Giacomelli: voto 6….dimostra un attaccamento pazzesco…visto che fino a 5 minuti prima della gara dormiva beatamente al mare…ma quando il capitano chiama risponde sempre “chi io??? Ma proprio io?? Ok. Presente!”. Dopo quasi 2 mesetti di inattività, vede apparire tutto il presepe e la Natività sulla salita di Barcola…tenta anche di salire su un auto per un passaggio al volo..poi la discesa lo rigenera e conclude di slancio! RITROVATO


Un saluto dal vostro Carlo GattidaPelare



E Venerdì sera saremo di nuovo in pista: 5 Km sulla Ciclabile. Il giro di San Giacomo infatti parte dal campo del campanelle, 2.5 Km in costante discesa e arrivati alla partenza della ciclabile a San Giacomo si ritorna fino a Campanelle. L'obiettivo a 4'30" è di 22'30" mentre il tempo da battere è il mio dello scorso anno di 21'40".




12/07/12

... a meno 3

Anche se qualcuno pensava già di essere in vacanza (e qualcuno in effetti ci è gia stato!), mancano ancora tre gare in due settimane prima di poter staccare per la pausa estiva:
 - Giro di Roiano
 - Giro di San Giacomo
 - Staffetta de Muja

Tre gare brevi (e visto il caldo non poteva essere altrimenti), ma non per questo meno impegnative.
Si comincia Domenica sera (19.30) con il Giro di Roiano, gara sconosciuta quasi a tutti. Dico quasi perchè l'altro anno ci han partecipato solo Silvio e Manu (27'05 il tempo da battere).
Il percorso è di 6,1 Km, partenza da Roiano in direzione Barcola. Si percorre viale Miramare fino al semaforo all'incrocio con via del Perarolo. Al cartello dei 3 Km c'è il primo dei due  punti più impegantivi, la salita di 400 mt che porta fino al faro. Da li si prosegue in direzione Gretta in un leggero saliscendi (più sali che scendi) fino alla discesa, occhio che è molto ripida, che riporta su viale Miramare all'altezza del ponte di ferro. Da li, si ripercorre il tracciato della partenza fino all'arrivo.
Obiettivo cronometrico per i 4'30" sono 27'27", le previsoni danno, forse, un pò di tregua dal punto di vista del caldo, anche se sarà la bora sta volta a metterci i bastoni tra le ruote!